Quartieri, ecco le regole

Sotto le torri c’è aria di baruffa: l’ultima delibera discussa durante il Consiglio di venerdì 25 è quella sul regolamento dei Comitati di quartiere. I Comitati hanno funzione consultiva e potere d’iniziativa, sono organismi cruciali, centri propulsivi “dal basso”. Il tema è delicato e le aspettative sull’Amministrazione elevate.

Il Consiglio discute la delibera sui Comitati di quartiere

Il Consiglio discute la delibera sui Comitati di quartiere (FOTO: SEVERINO MARCATO)

Il lavoro della Commissione, presieduta dal consigliere di maggioranza Luca Magliano, aveva dimostrato un impegno encomiabile. Ha spiegato Magliano: «Abbiamo meglio specificato i doveri informativi reciproci, tra Amministrazione e organi decisionali del quartiere. In secondo luogo, abbiamo modificato il periodo di carica degli organi. Infine, è stato uniformato il sistema “elettorale”».

L’impegno della Commissione ha incontrato il parere contrario dell’opposizione, che ha proposto sei emendamenti per modificare il nuovo regolamento. Tra le correzioni, figurava la volontà di inserire un quorum di almeno 50 votanti per validare le elezioni e l’ineleggibilità per i soggetti coinvolti in società partecipate dal Comune. Tutti gli emendamenti proposti sono stati respinti, ma nessuna obiezione è arrivata dai tavoli della minoranza, che pare aver incassato il colpo in silenzio.

L’aggiustamento rispetto alle intenzioni iniziali è stato invece adottato di comune accordo: gli attuali Comitati di quartiere rimarranno validi fino allo scadere del mandato, e non dovranno essere rieletti a partire dall’entrata in vigore del nuovo regolamento come previsto: l’eventualità aveva fatto storcere il naso a parecchi, in primis il presidente del Comitato di quartiere di San Cassiano, Domenico Boeri.

Il lungo iter sembra concluso, ma il documento è stato approvato dalla sola maggioranza. Mario Canova (Pdl) auspica che l’amministrazione Marello «possa valorizzare la partecipazione di cittadini e dei quartieri, e il dialogo trasparente e continuativo». Maurizio Marello: «È importante definire le regole, ma è la sostanza quella che conta: se permangono atteggiamenti autoreferenziali, qualsiasi sforzo sarà vano». Sul finire del Consiglio, qualche parola critica viene spesa dal centro- sinistra verso la minoranza: salvo poche eccezioni, nessuno avrebbe partecipato ai lavori della Commissione.

Matteo Viberti

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