Solidarietà è la loro bandiera

Sono tanti e tutti volontari, pronti a dedicare il proprio tempo libero a tutela del territorio e della gente. In prima linea in caso di calamità, sempre e ovunque, gli uomini e le donne della Protezione civile rappresentano una ricchezza sociale, che nel Roero vanta punte di eccellenza. I sodalizi roerini, nati quasi tutti dopo il dramma dell’alluvione del 1994, si sono spesi ben oltre i confini piemontesi, portando il loro aiuto in occasione di alcune tra le più gravi calamità che hanno colpito l’Italia e, in certi casi, l’Europa. In questa pagina storie e progetti di alcuni gruppi che hanno fatto della buona volontà roerina la loro bandiera.

Fra Tanaro e castelli. La Giunta dell’unione dei Comuni Roero fra Tanaro e castelli, che comprende le municipalità di Govone, Priocca, Magliano Alfieri e Castellinaldo, ha stabilito di impegnare la somma di 8.706 euro per la fornitura delle antenne, delle radio, degli alimentatori e di tutto il materiale occorrente per la realizzazione di quattro nuove sale radio e per l’installazione degli impianti per attività di previsione, prevenzione e interventi d’emergenza di Protezione civile in tutti i Comuni associati.

Un provvedimento poco oneroso ma in grado di portare grandi benefìci per le associazioni dei quattro Comuni, che potranno d’ora in avanti comunicare in maniera più attiva tra di loro riuscendo prontamente a segnalare eventuali criticità nella zona. Si è stabilito inoltre di approvare la bozza di convenzione predisposta dall’Associazione radioamatori italiani, sezione Ugo Preti di Alba, per attività di previsione, prevenzione e interventi di emergenza.

Canale. Sempre pronti a far fronte alle emergenze e alle calamità ma anche a intervenire nelle attività considerate più di routine, come nel corso di una manifestazione: sono i volontari della protezione civile Canale 2000, guidati da Francesco Costanzo. L’associazione è stata costituita il 10 marzo 1996 quando, in seguito all’alluvione del 1994, era emersa la necessità sul territorio di un’organizzazione di intervento a sostegno della popolazione in caso di calamità. Il gruppo, avviato da una quindicina di volontari, oggi ne conta 25, ha due automezzi a trazione integrale, una motopompa carrellata, un carrello appendici, un sistema radio, e altra attrezzatura per interventi di prima emergenza. Molteplici le attività svolte dalla sua fondazione a oggi. Per citarne alcune: prove di evacuazione nell’Istituto comprensivo di Canale, interventi di supporto alla Polizia municipale durante manifestazioni, aiuto alle popolazioni colpite dal terremoto in Umbria, ad Arles, in Abruzzo e, a novembre 2010, in Veneto. Sono numerosi i corsi e le esercitazioni organizzati dal Coordinamento provinciale, a cui hanno partecipato i volontari canalesi, come pure le attività svolte in collaborazione con gli altri gruppi dell’albese e del Roero. L’ultima grande iniziativa è stata il 16 ottobre, con il Coordinamento provinciale e il Comune, per la pulizia dell’alveo del Borbore e di una parte del rio di Canale. Sono stati 46 i Comuni della provincia che hanno aderito a titolo gratuito alla proposta, per un totale di 220 volontari. Il giorno successivo si è svolto il primo raduno dei gruppi di Protezione civile Langhe-Roero, con l’adesione di una trentina di Comuni.

Montà. Il Comune di Montà negli anni Novanta è stato tra i primi in zona ad attivare un gruppo di Protezione civile, su impulso di un grande esperto come l’Italo-Svizzero Jean Paul Vaudan. Il servizio si basava sul modello elvetico con tre fronti di intervento: prevenzione incendi, assistenza sanitaria, attività varie. In seguito, con l’introduzione a livello nazionale di norme sulla Protezione civile, il gruppo ha concluso la sua esperienza e molti dei volontari che vi aderivano sono confluiti in due realtà operative, che tuttora lavorano sul territorio: la Croce rossa e il Gruppo antincendi boschivi. Il comandante dei vigili Pierlorenzo Caranzano fa sapere che «l’attività di Protezione civile rientra tra i compiti per cui il Sindaco è il massimo esponente a livello locale, coadiuvato dal Comandante della Polizia urbana. Importante ricordare che, per legge, i Comuni hanno la possibilità (e non l’obbligo) di dotarsi di un gruppo di Protezione civile». Caranzano tiene i contatti con i gruppi montatesi, dalla Croce rossa (presidente Luigi Aloi), all’Aib (responsabile distaccamento Giuseppe Aloi), agli Alpini (presidente Antonio Costa), ai volontari del Corpo di Polizia rurale, ai Carabinieri in congedo.

«Nei casi di stretta necessità o di allerta – aggiunge Caranzano – le emergenze sono gestite di concerto tra il sindaco Silvano Valsania, l’assessore delegato Giuseppe Costa e il sottoscritto. In questi anni abbiamo realizzato il progetto comunale di Protezione civile, per studiare i rischi presenti sul territorio e per organizzare le procedure d’emergenza. Sono state organizzate, con le scuole, azioni di pulizia lungo la ex statale 29. Il personale di Polizia locale è organizzato in modo tale da poter intervenire per situazioni critiche, come nel caso di fuochi estesi, grazie a unmodulo antincendio rimorchiabile che spesso è utilizzato per spegnere o mantenere sotto controllo focolai, in attesa dei Vigili del fuoco o dell’Aib».

 

g.a

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