La socio-assistenza all’Asl?

C’era molta carne al fuoco nell’assemblea dei sindaci dell’ente montano svoltasi lunedì scorso a Bossolasco, convocata dal presidente Ivan Borgna, primo cittadino di Albaretto della Torre; 26 sindaci su 39 si sono confrontati su vari temi, legati soprattutto alla gestione dei servizi e all’applicazione dei tributi (Imu e tassa di soggiorno).

Una delle questioni più urgenti da affrontare riguarda il servizio socio-assistenziale, che ormai da anni rappresenta per la Comunità montana l’attività principale e più impegnativa dal punto di vista economico. Come era già stato sottolineato negli ultimi Consigli dell’ente di Bossolasco, i trasferimenti regionali si sono ridotti sensibilmente, mettendo a rischio l’efficacia del servizio erogato.

Dal dibattito è emerso come i 39 Comuni dell’Alta Langa siano divisi tra due Asl (Cn1 e Cn2) e tre Consorzi (Alba, comunità montana “Alta Langa” e comunità montana “Alta Val Tanaro”), mentre le recenti normative inducono a far coincidere il distretto socio-assistenziale e quello sanitario. Pertanto, l’assemblea dei sindaci all’unanimità ha deciso di chiedere un incontro urgente col commissario delle due Asl cuneesi Giovanni Monchiero per proporgli con urgenza il passaggio del servizio socio-assistenziale dalla Comunità montana all’Asl.

Sempre in tema di servizi associati i sindaci dell’alta Langa si sono occupati di “Sua” (Stazione unica appaltante) e Polizia locale. Per quanto riguarda quest’ultima, è stato discusso il riparto dei proventi delle sanzioni rilevate sul territorio, stabilendo di dividerli in parti uguali: il 50 per cento alla Comunità montana e il 50 per cento ai Comuni nei quali sono state rilevate le infrazioni.

Per la stazione unica appaltante, l’Ente montano si è detto disponibile a gestire in forma associata il servizio, la cui entrata in vigore è prevista per il primo aprile. Ora la parola passa ai Comuni, che dovranno comunicare a Bossolasco l’interesse a far parte del servizio, dopodiché verrà predisposta la convenzione per il servizio associato che dovrà passare al vaglio dei Consigli comunali e di quello della Comunità montana.

Sull’applicazione dell’Imu sui fabbricati rurali, tema piuttosto caldo in questo periodo e di cui Gazzetta si è occupata la scorsa settimana, i sindaci si sono detti d’accordo sull’applicazione della stessa aliquota in tutti i Comuni, rinviando però la decisione a un successivo incontro quando si avranno maggiori certezze sull’applicazione dell’imposta.

Anche per la tassa di soggiorno, la decisione è stata rinviata a una prossima riunione. Durante il dibattito il vicepresidente dell’Atl Flavio Borgna e il direttore Mauro Carbone hanno presentato l’accordo di programma e il regolamento già approvato da vari Comuni e Unioni collinari dell’albese e hanno sottolineato l’importanza di un’applicazione omogenea dell’imposta.

Corrado Olocco

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