Strada Bra-Cherasco: a che punto è il progetto?

Roberto Russo, braidese, già assessore comunale alla viabilità, adesso riveste la stessa carica a livello provinciale.

L’annoso problema dell’allargamento del provinciale 661 Bra-Cherasco non ha ancora trovato soluzione.
A quale punto è la pratica?

«L’attuale Amministrazione provinciale ha svolto un’azione incisiva, in un momento particolarmente difficile, per ciò che riguarda il settore infrastrutturale. Oltre a seguire passo dopo passo la conclusione di alcune opere in corso, si è lavorato per sbloccare complicanze burocratiche di altri enti che impedivano la prosecuzione dell’iter di molti interventi stradali necessari. Il caso della Sp 661 (meglio conosciuta come Sp Bra- Cherasco) è un esempio della fruttuosa collaborazione che si è instaurata, soprattutto in questo settore, tra la Provincia e la Regione; infatti, dopo anni in cui si parla e si scrive di questo intervento (direi giustamente, vista la pericolosità del tracciato), finalmente verrà realizzato, anche grazie all’utilizzo delle economie della tangenziale di Sommariva del Bosco (una parte, l’ampliamento del cavalcavia, verrà finanziato con i cosiddetti “fondi Crosetto”) che l’Amministrazione regionale ha consentito, su nostra richiesta, di utilizzare per finanziare opere sul nostro territorio».

In concreto quale sarà il vostro impegno?
«L’impegno, come già ricordato in passato, è quello di realizzare l’opera entro la fine del nostro mandato nel 2014. Sono convinto, se non interverranno nuove norme sul mantenimento dell’ente Provincia, che sia questo intervento sia la messa in sicurezza di strada Bergoglio, sempre sul territorio cheraschese, verranno eseguiti».

L’impianto a biogas che la Biovis intende realizzare in zona La Bassa incrementerà il traffico in quella strada? Cosa ne pensa?
«Ho partecipato a tutti gli incontri istituzionali che i sindaci di Bra e Cherasco hanno organizzato per dissuadere i rappresentanti dell’azienda Biovis a realizzare l’impianto di biogas a Cherasco sul confine con Bra, lungo la strada provinciale 661. Questo perché ritengo che il sito individuato non sia ideale per il raggiungimento degli obiettivi auspicati (il bilancio ambientale deve essere positivo e quindi gli impianti devono essere collocati vicino ai luoghi dove si smaltiscono le deiezioni animali e non molto lontano come in questo caso), e poi perché la zona non può tollerare un aumento del traffico pesante, anche alla luce dei futuri lavori di messa in sicurezza delle strade. Detto ciò, mi auguro però che i cittadini che si oppongono all’impianto sappiano manifestare la loro legittima contrarietà, tenendo sempre presente il diritto dei titolari delle aziende a investire nel rispetto della legge e l’impossibilità da parte dei tecnici dell’ente competente ai fini autorizzativi (in questo caso la Provincia) di opporsi al progetto se vi è il totale rispetto delle norme, pena un ricorso da parte dei proponenti che verrebbe sicuramente accolto dall’autorità giudiziaria obbligando l’ente al risarcimento dei danni».

Quali progetti ha in mente per la città?
«Sono convinto che la città di Bra in questi anni sia riuscita ad aumentare la qualità e il numero delle infrastrutture (penso ad esempio alla parziale copertura del sedime ferroviario in via Veneto e al completamento della tangenziale) grazie anche a una proficua collaborazione tra i rappresentanti di enti diversi. Per il prossimo periodo l’attenzione si focalizzerà soprattutto su due opere. La prima consiste nella realizzazione del raccordo tra la tangenziale e le autostrade To-Sv e At- Cn, che permetterà il completamento del sistema di collegamenti stradali del braidese. La seconda riguarda l’ambizioso progetto che prevede il trasferimento del polo tecnico scolastico in piazza Arpino; un’operazione virtuosa, per cui le Amministrazioni provinciale e comunale s’impegneranno ufficialmente nei prossimi giorni, che avrà importanti ricadute positive sotto il profilo urbanistico, viario e ambientale».

Valter Manzone

Foto Marcato

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