Geppi Cucciari: la risata scaccia i pensieri

L’attrice comica ha chiuso la rassegna “Per voci sole”: tra riflessioni sul lavoro – e una frecciata a Beppe Grillo – i consigli per una giovane che vuole fare l’attrice

«In politica si affaccia un’alternativa, rappresentata da un collega, che è inquietante. Vi faccio un esempio: se una donna si innamora di un uomo che ha il difetto di dimenticarsi le ricorrenze, può essere che venga distratta dall’incontro con un altro che invece si ricorda compleanni e anniversari. Perché in quel momento si infatua di quello che le manca, non di quello che vuole veramente. È il rischio che si corre adesso con la politica»: Geppi Cucciari, ultimo, attesissimo ospite della rassegna albese Per voci sole, ha fatto mancare nulla al pubblico del teatro Giorgio Busca, sabato scorso. Rispondendo alle domande di Giovanna Zucconi e della platea, Geppi, ora impegnata nel suo show Gday, su La7, ha parlato della sua vita privata, divisa tra amore e basket, della sua infanzia, delle letture che hanno forgiato la sua crescita e della situazione politica attuale, con una frecciatina non proprio celata a Beppe Grillo. «Tra coloro che mi hanno ispirata le due coppie comiche Jerry Lewis e Dean Martin, Bud Spencer e Terence Hill», ha spiegato, «che per primi mi hanno fatto notare che una risata è in grado di non far pensare a niente, di bloccare per un attimo ogni altro pensiero. Da allora, fin da piccola, ho voluto fare l’attrice comica con questo scopo».
 Meglio lavorare a La7 o a Canale 5, come ha fatto in passato?
«Dipende da cosa bisogna fare. Per il mio programma La7 è perfetto; stare su questa rete per me è un onore e un privilegio. In un momento delicatissimo della mia vita hanno avuto un riguardo che probabilmente non avrei ottenuto da nessun altro, dimostro gratitudine verso di loro non solo rimanendo su La7, ma volendo rimanere a lavorare con loro».
 Le manca il cabaret?
«Certo che mi manca, e spero di tornare a farlo, anche se ora gli impegni televisivi non me lo permettono. Quando vengo in un teatro del genere per esempio, mi sembra di non onorare nel modo giusto il pubblico che mi circonda, privandolo di uno spettacolo vero e proprio e riducendo l’incontro a un’intervista».
 Prima ha sottolineato il suo ruolo di attrice comica, più che di comica soltanto. Quello che interpreta nel suo show è un personaggio?
«Assolutamente no. Non è come in un monologo del cabaret: al GDay sono me stessa, c’è la mia personalità, c’è il mio carattere, quella che sono tutti i giorni».
 Sono poche le comiche donne in scena, rispetto agli uomini. Cosa consiglierebbe a una ragazza con il suo stesso sogno?
«Prima di tutto le chiederei dove vive, e le consiglierei di partire da lì, dal teatro del suo paese, della sua provincia, come ho fatto io. L’educazione sportiva mi ha insegnato l’importanza dell’allenamento; per questo le consiglierei di iniziare a esercitarsi, partendo dai piccoli teatri».
Che cosa le piacerebbe fare in futuro?
«Vorrei tornare a recitare, un po’ come facevo in Belli dentro, imparare a cantare e magari fare qualche film, anche leggero. Penso a registi come Giovanni Veronesi, Paolo Virzì o Luca Lucini».

 Chiara Cavalleris

foto Elisabetta Vacchetto

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