RAGAZZI insieme nel FORUM

GIOVANI – «Sono entrato a far parte del Forum giovani per cercare di offrire un’alternativa in città, che non siano le discoteche. Mi piace l’idea di poter discutere con altri ragazzi», afferma Zeno, che fa parte del Direttivo del Forum. «Posso dare spazio alle mie idee e creare ciò che da solo non avrei mai potuto fare: concerti, incontri, dibattiti», dice Luca. Sono una quindicina i ragazzi che fanno parte del Forum giovani di Alba, organismo cittadino di cui Paolo Pieroni è presidente. Lo abbiamo intervistato.
 Che cos’è il Forum giovani e in quale modo siete impegnati per Alba, Pieroni?
«Il Forum è un organo consultivo del Comune: siamo una quindicina di ragazzi con pensieri, estrazione culturale e ideologie politiche differenti; l’obiettivo è lavorare per il bene della città. Nel 2011 abbiamo collaborato con Collisioni, abbiamo allestito un stand in cui si chiedeva di completare una frase: “Un’Italia più giovane, un’Italia… ”. Con questa iniziativa abbiamo realizzato un video che ha spopolato su YouTube. Un nostro obiettivo è il coinvolgimento di tutte le scuole albesi. Questo progetto è iniziato con l’Umberto I e proseguirà con il liceo scientifico Cocito. Stiamo offrendo alle scuole “pacchetti” per le assemblee d’istituto. Crediamo che i giovani debbano essere attivi all’interno della loro città. In questo non vogliamo fare politica: il nostro motto è “Impegnarsi senza schierarsi”».
 Che cosa avete in programma per il futuro?
«Abbiamo molte cose in progetto. La riqualificazione dell’H Zone prima di tutto: siamo stanchi dei pregiudizi che circondano quest’area, importante è anche la scelta del luogo in cui posizionare lo skate-park. Siamo attivi e pronti a impegnarci per riuscire ad assegnare quello che oggi è un ricovero attrezzi alle scuole e in particolare al Liceo scientifico, privo di palestra. Non crediamo opportuna la scelta di trasformarlo nella nuova sede per la Guardia di Finanza. Il 3 maggio prenderemo parte al Processo all’alcol nella terra dei vini (Gazzetta ne ha parlato la scorsa settimana, ndr). Luca Candela, un membro del Forum giovani farà parte della giuria. Pensiamo che sia importante la presenza dei giovani in un luogo in cui si parlerà di ragazzi e abuso. Il consumo di alcol appartiene alla nostra cultura e come tale vogliamo affrontarlo: bere per piacere e non per ubriacarsi. Sono in programma aperitivi e feste all’interno dell’H Zone; siamo certi della possibilità di trasformarsi in un punto di ritrovo. Il lavoro svolto nelle scuole ha inoltre come obiettivo l’organizzazione dell’Art day: una festa di tutte le scuole albesi a base di musica, concerti e incontri».
 Come si fa per aderire al Forum?
«Aderire al Forum giovani è semplice: è sufficiente presentarsi alle riunioni e proporre le proprie idee, c’è un gruppo su Facebook, punto d’incontro e discussione».

Manuela Anfosso

Foto Corbis/Ansa-centimetri

Non è un Paese per giovani

La disoccupazione cresce tra gli under 34 e aumentano pure gli scoraggiati, che non cercano lavoro

GIOVANI – Gli effetti emotivi della crisi cominciano a tracimare se anche il presidente del Consiglio Mario Monti ha evocato i 1.725 suicidi avvenuti in Grecia e la necessità di evitare la tragedia in Italia. Le vittime della recessione risulterebbero i lavoratori meno istruiti, gli ultra cinquantenni licenziati e, soprattutto, i giovani. Riguardo a questi ultimi i dati Istat diffusi il 19 aprile dipingono un quadro sconcertante: incrementa di 3 punti percentuale la «massa degli inattivi», coloro che per sfiducia «non cercano lavoro ma sono in ogni caso disponibili a lavorare». La cifra, se nel 2010 raggiungeva il 30,9 per cento (quasi un terzo della popolazione giovanile), ha toccato il 33,9 per cento nel 2011. Considerando invece la «disoccupazione reale» tra giovani di età tra i 15 e i 34 anni, emerge come nell’ultimo trimestre l’incremento sia di 1,5 punti percentuali, per un totale del 17,8 per cento. Lo hanno comunicato i dati Bankitalia del 17 aprile.
Ai costanti segnali negativi che traboccano dagli istituti di statistica, si aggiunge la spietatezza dei politici. Piazza Montecitorio la scorsa settimana è stata invasa per protesta da migliaia di studenti specializzandi: nella votazione sul decreto fiscale era stato inserito un emendamento che prevedeva l’imposizione dell’aliquota Irpef sulle già misere borse di studio. Per ora l’emendamento è stato ritirato, ma le preoccupazioni per il coinvolgimento della popolazione scolastica nella “strage tributaria” predisposta dal Governo sono elevate. I politici chiedono ma non danno, come ha sottolineato anche Famiglia Cristiana riprendendo le parole di Gesù ai farisei: «Caricano gli altri di pesi insopportabili, che loro non toccano nemmeno con un dito».
La progettualità dei giovani appare connotata in negativo: quello che non si potrà fare, più che dai sentieri percorribili. Nel deserto occupazionale anche una precaria occupazione diventa privilegio: il che spinge ad accontentarsi, a rannicchiarsi.

Matteo Viberti

Cinzia, che i sogni li insegue in Olanda

LA STORIA – Cinzia Mantoni ha 25 anni, è di Alba ma abita a Torino. Laureata in giurisprudenza nel 2011, ha deciso di lasciare l’Italia. Il 28 aprile partirà per Washington, dove rimarrà tre mesi. Poi, direzione Olanda.
L’Italia è un luogo in cui potrai realizzare i sogni?
«Abitiamo un Paese per vecchi. Ricordo un’intervista fatta a Daniele Silvestri: l’autore rilevava come i media lo etichettino come un giovane cantautore, nonostante lui sia nato a fine anni ’60. Proviamo a dare un’occhiata all’età media di politici e ministri: un giovane che sia giovane? Tipo 25-26 anni? Nulla. Come possiamo sottostare a decisioni di persone che hanno poche e confuse idee di cosa siamo noi ragazzi? L’Italia non è un Paese per giovani e io sento che un posto per me non c’è. Vado via perché non posso realizzare i miei sogni qui in Italia, ora».
Perché hai scelto proprio l’America, e poi l’Olanda?
«Mi recherò negli Stati Uniti perché sono stata scelta per effettuare un tirocinio presso l’Ambasciata italiana a Washington. Invece l’Olanda, sede del master che frequenterò da settembre, è stata una scelta ragionata. È un Paese molto aperto, in cui lo Stato sociale funziona, dove ai giovani viene dato credito, dove frequentare un master costa meno di un anno presso una qualsiasi università italiana».
Hai consigli da dare a un tuo coetaneo o a quelli più giovani di te?
«Ne accetterei io, volentieri. Quel che posso dire dalla mia pochissima esperienza è di buttarsi, provare, cercare e aprire gli occhi: le opportunità non cadono (purtroppo) dal cielo, bisogna darci dentro. Pagate le tasse universitarie e non “trassate”, mettendovi a carico della nonna: potreste togliere la possibilità di studiare a qualcuno che davvero non ha i mezzi per farlo. Pensiamo al bene comune, non solo alle nostre piccole esigenze; cerchiamo di iniziare a cambiare questa mentalità menefreghista all’italiana. Siate consapevoli delle vostre potenzialità, ma non perdete mai l’umiltà». m.v.
Cinzia, che i sogni li insegue in Olanda

FORUM GIOVANI. CHI LO CONOSCE?
Abbiamo posto una domanda ad alcuni giovani: sapete che cos’è e che funzione ha il Forum giovani ad Alba?

  • Simone, 22 anni, vive a Canale, ma lavora e gioca a calcio in una squadra albese: «Non ho mai sentito parlare del Forum giovani né so che ruolo svolga ad Alba. Penso sia un luogo in cui si discute tra giovani, ma non me ne sono mai interessato».
  • Alice, 30 anni, vive ad Alba, ma nella sua esperienza lavorativa ha coordinato il Forum giovani di Udine: «Conosco quest’organo e credo che ad Alba abbia un ruolo marginale. Il servizio esiste da diversi anni, ma sembra non decollare. Penso sia necessaria più competenza e professionalità nella gestione».
  • Stefano, 25 anni, vive ad Alba da un anno: «Ho già sentito il nome. Credo di averlo letto sulla locandina di qualche evento. Non ne conosco la funzione né gli obiettivi». Gianluca, 24 anni, appassionato di hip-hop, sa che cos’è il Forum giovani dai racconti di un suo amico che ne fa parte: «Grazie al Forum ci potremo esibire e ballare ad alcuni eventi. Penso sia un luogo in cui i giovani fanno politica, ma io sono felice per le opportunità che ci dà e spero che, attraverso l’impegno di chi ne fa parte, sia riqualificata l’H Zone.
  • Giulia, 17 anni, ha sentito parlare del Forum: «Alcuni ragazzi del Forum hanno tenuto un’assemblea d’istituto. Finalmente nelle scuole albesi un po’ di novità; nessun film, nessun monologo. Giovani come me, che s’impegnano per migliorare la città e i posti che frequentano. Spero che prima o poi il Forum sarà ospite anche al Da Vinci».
  • Pierpaolo, 22 anni, conosce il Forum e apprezza il suo lavoro: «Finalmente giovani che lavorano per i giovani. Organizzano eventi e coinvolgono anche non albesi».
  • Aziz, 25 anni, non sa nulla riguardo al Forum giovani: «Analizzando le parole posso pensare che sia un luogo in cui i giovani si confrontano e dibattono. Non conosco né i temi né i motivi che dovrebbero spingere i ragazzi a farlo».
  •  Sara, 30 anni, conosce l’esistenza di un organo del Comune costituito dai giovani che lavorano per Alba. «Sarebbe interessante partecipare a qualche incontro. Questi giovani lavorano per noi, dovremmo essergli vicino e aiutarli nelle iniziative».
  • Paolo, 21 anni, non sa che cosa sia il Forum. «Le mie passioni sono altre, non mi sono mai preoccupato di ciò che mi circonda. In questo periodo i giovani possono fare poco, questo è compito di altre persone».

m.a.

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