Tutela Unesco stretta FINALE

INTERVISTA – Parliamo di candidatura di Langhe, Roero e Monferato alla tutela dell’Unesco anche con il sindaco di Alba, Maurizio Marello.

 A poche settimane dal “verdetto”, le indiscrezioni dicono che la candidatura della nostre colline a patrimonio dell’umanità scricchiola. Le risulta, Sindaco?  «A dir la verità queste voci circolano da tempo. Ma a me nulla risulta. Anzi, mi pare che nulla stia trapelando da chi dovrà decidere e questo depone in favore della nota serietà e autorevolezza degli organismi Unesco. Mi auguro ovviamente che la candidatura delle nostre colline quali paesaggi vitivinicoli unici e irripetibili sul pianeta possa trovare accoglimento. Sarebbe uno straordinario riconoscimento, ma soprattutto sarebbe un propulsore senza pari per l’attrattività della nostra zona».
Vero è che il territorio non sempre è stato in grado di difendere le proprie peculiarità. L’annosa questione “capannoni” fa il paio con le abitazioni senza identità e molto altro. Il risultato è, in alcune aree, un ambiente nel quale resta poco da proteggere. Ci sarà da sforbiciare, a suo avviso? «Che non sempre in passato si sia posta attenzione al decoro delle nostre zone non lo scopro certo io. L’assenza di piani paesaggistici da un lato e la mancanza di una sensibilità piena nei confronti del paesaggio inteso sia come valore economico che ambientale, sono tra le cause principali di alcune ferite inferte al territorio, difficili da rimarginare. Col tempo, poi, molte cose sono mutate, la sensibilità si è affinata; c’è ancora tanto di bello e ce lo dimostrano anche le frotte di stranieri che cercano (e trovano) nella Langa una natura capace di emozionare e di conquistare. La commissione che ha lavorato a definire la proposta di candidatura ha già operato una scelta delle zone da sottoporre a protezione e credo che abbia fatto un lavoro da sottoscrivere pienamente».
Alba le pare pronta per la tutela Unesco? Che cosa ha fatto per vestire i panni della nuova identità? «Il territorio del Comune di Alba nella proposta di candidatura è ricompreso nelle cosiddette buffer zone o “zone cuscinetto”, che servono per preservare le zone di eccellenza o core zone. Non per questo hanno una funzione meno importante, stante la visione complessiva e l’unicità del territorio collinare preso in considerazione. Anche per questo, ma non solo, nel tempo abbiamo assunto dei provvedimenti di grande significato per la tutela ambientale. Tra i primi Comuni in Italia, con una variante urbanistica ad hoc, abbiamo sostanzialmente vietato i campi fotovoltaici a terra su tutto il territorio agricolo fertile, in particolare quello collinare. Non perché non siamo favorevoli alle fonti alternative, ma perché i pannelli vanno messi sui tetti delle case e dei capannoni e non certo al posto dei vigneti. Allo stesso modo il nuovo Piano regolatore salvaguarda zone molto delicate da punto di vista naturalistico e paesaggistico, quale la fascia fluviale del Tanaro e l’area collinare, prevedendo nuovi importanti parchi urbani; riduce poi considerevolmente, rispetto alle precedenti versioni, il consumo del territorio. Non solo,ma il nuovo regolamento edilizio conferma l’uso di materiali idonei e storicamente compatibili per le costruzioni in aree rurali. Ci sono poi le politiche in materia di riduzione dei rifiuti, di aumento della raccolta differenziata, di raccolta dell’organico».
Che cosa significa la tutela Unesco? «Essere dichiarati patrimonio Unesco prima e poi riuscire a rimanervi, richiede un salto di qualità nell’approccio dell’ambiente; un salto di qualità che per la verità va fatto a prescindere dalla tutela stessa, se vogliamo garantire un futuro sostenibile alle nuove generazioni».

m.g.o.

Di fronte alle domande non ci si sbilancia, mentre dietro le quinte filtrano indiscrezioni. Il “caso Unesco” appassiona Alba di questi tempi: a giugno il Comitato mondiale esaminerà a San Pietroburgo la candidatura dei territori di Langa, Roero e Monferrato a patrimonio dell’umanità. Se nei mesi scorsi le presunte affermazioni di Francesco Bandarin, vicedirettore generale Unesco per la cultura, avevano sollevato inquietudini, oggi non mancano i politici che lasciano filtrare illazioni: la tutela potrebbe essere subordinata a un taglio di aree meno peculiari – alessandrino, parte del Roero? – o a prescrizioni che allungherebbero i tempi. Si vedrà a breve se il territorio sarà «rimandato a settembre». Il presidente dell’associazione Patrimonio dei paesaggi vitivinicoli di Langhe, Roero e Monferrato Roberto Cerrato, reduce dall’incontro di Genova con il console generale russo Evgeny Boykov, smentisce le ipotesi. Cerrato: «Sono stato a Parigi per le richieste d’integrazione avanzate dall’Unesco sulla candidatura. Ora stiamo preparando la trasferta in Russia. È chiaro che esistono zone più e meno vitate ed è vero che si rincorrono i timori delle aree che si sentono più deboli. Peraltro, se anche la tutela fosse ristretta – e lavoriamo perché non avvenga – sarebbe un successo di notevole portata. Per ora però si sa nulla».

m.g.o.

foto Marcato

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