Farinetti: «Liberiamoci adesso»

Matteo Renzi
Matteo Renzi

COLLOQUIO «Èora che ci liberiamo». Oscar Farinetti – albese, fondatore di Eataly e molto altro come si sa in Langa – lo ha detto all’Huffington Post. E lo ripete a Gazzetta, riprendendo le parole affidate al sito di news americano diretto in Italia da Lucia Annunziata: «Liberiamoci dalla diffusa, brutta predisposizione a riverire i politici. Nei bar, in casa, in piazza li critichiamo. L’odio per la casta divampa. Poi, quando abbiamo a che fare con loro, i politici diventano autorità. Li riveriamo, imploriamo favori, nei convegni li facciamo sedere in prima fila, accettiamo che arrivino in ritardo e se ne vadano prima, nelle trasmissioni invitiamo sempre loro a parlare di temi che spesso ignorano, concentrati comesono sulla rissa continua. Ci dimentichiamo che i politici dovrebbero essere al nostro servizio e non noi al loro». Farinetti ci crede davvero. «È possibile », ripete l’inventore dell’“era dell’ottimismo” alle obiezioni. Però, non vuole liberarsi da tutti i politici, ma da quelli che fanno un uso sbagliato del loro incarico. Tanto che, da presidente della fondazione Mirafiori porterà ad Alba Matteo Renzi (domenica 21, al Sociale, come si spiega in questa pagina), candidato alle primarie del centro-sinistra.

Perché un imprenditore potrebbe scegliere Matteo Renzi, Farinetti?

«Facile. Il Pdl è roba vecchia. Nel centro-sinistra vedo bella gente e molte novità. E scelgo Renzi, perché è necessario il cambiamento (anche se non mi piace la parola “rottamare”). All’Italia serve un’inversione di marcia potente, con gente preparata, che non scambi per mestiere la politica, ma la interpreti come un servizio. Importante è che alle elezioni di primavera vinca il centro-sinistra, un gruppo più preparato e più attento alle esigenze delle classi più povere».

Se lo vede Renzi al posto di Monti come premier?

«Da imprenditore penso che abbiamo ancora bisogno di Mario Monti. Il suo Governo si è mosso bene. Nel quadro disastroso in cui si è trovato ha agito per il meglio. Il centro- sinistra dovrebbe vincere le elezioni e appoggiare un Monti bis, con Renzi e Bersani ministri. Al Sindaco di Firenze affiderei la riforma della politica, con tutti i tagli indispensabili da operare, dalle province agli stipendi – tutti a 4 mila euro al mese: non le pare che 4 mila euro possano bastare? –, dalle auto blu agli autisti, ai privilegi di casta».

Eppure anche il centro-sinistra ha visto crescere i privilegi e ha detto nulla…

«Sì, è vero. E questo atteggiamentomi dispiace. Per questo è necessario cambiarecompletamente. Èvergognoso sentire degli sperperi sui fondi ai gruppi consiliari regionali quando abbiamo i disoccupati ai cancelli».

m.g.o.

 Anche ad Alba il comitato per Matteo Renzi

Vuole «rottamare» i vecchi dirigenti di partito. E alle polemiche con Bersani e Vendola ora aggiunge gli attriti con D’Alema e Marchionne. Matteo Renzi, candidato alle primarie per il centro-sinistra, prosegue con tenacia la sua campagna in giro per l’Italia e arriva ad Alba, grazie alla fondazione Mirafiore, domenica 21 ottobre (Teatro sociale, ore 21), con quasi 10 mila chilometri percorsi, oltre 700 comitati costituiti in Italia e all’estero e 76 mila euro di donazioni raccolti. Di recente la Capitale delle Langhe ha fondato il comitato Adesso! Matteo Renzi coordinato dal consigliere comunale del Pd Marta Giovannini.

 Crede che Renzi ad Alba abbia già un buon seguito, Giovannini?

«Penso di sì, sono rimasta colpita dal fatto che ho ricevuto molte telefonate da persone che non hanno alle spalle esperienze politiche. Ora, trascinati dall’entusiasmo di Renzi, vogliono partecipare in prima persona alla vita pubblica».

Come mai la “non esperienza” politica rappresenta un plus?

«Perché c’è una forbice di gente che da tempo non partecipa e addirittura non va a votare. È importante che si riacquisti fiducia, che si torni alla vita politica, chiunque riesca ad agire in questo senso ha un grande merito».

Che cosa c’è di rivoluzionario nel programma di Renzi?

«La vera rivoluzione sta nel modo di affrontare determinati argomenti, anche quelli già aperti da altri politici. Renzi non persegue lo scontro, ma segue la logica della collaborazione come ha dichiarato a Bersani di recente. Il suo programma parla di argomenti della vita quotidiana di cui spesso si fanno carico le amministrazioni locali, come gli asili nido. Sarebbe bello se le questioni rientrassero nel disegno generale dello Stato. Condivido anche il suo equilibrio sui diritti civili, una visione nuova che mescola opinioni finora poste in antitesi».

e.g.

Se il Sindaco di Firenze piace pure al centro-destra

«Vogliamo essere protagonisti di un cambiamento. Desideriamo disegnare tutti insieme l’Italia nella quale vogliamo vivere. Queste le dichiarazioni del comitato Cuneo adesso! nato per sostenere la candidatura di Matteo Renzi alle primarie. Sul giovane Sindaco di Firenze si pongono molti quesiti. Ne abbiamo rivolti alcuni a Domenico Giraudo, coordinatore del comitato cuneese.

Come mai Renzi piace anche agli elettori di destra?

«Penso che piaccia a quegli elettori moderati che avevano scelto il centro-destra per alcuni temi salienti. Non credo piaccia alla destra sociale, ma semmai a chi è rimasto deluso da un leader che non parlava da tempo di contenuti e di imprese».

Perché subisce ostruzionismo all’interno del partito?

«Quando si vede un pericolo si cerca di annientarlo. Renzi sta ottenendo un grande consenso, è temuto da chi è abituato a rimanere nella stessa posizione a prescindere dai risultati. E poi spacca l’ideologia, tratta temi trasversali, cosa incomprensibile per chi viene dalla prima Repubblica».

 I sondaggi, al momento, vedono Bersani battere Renzi. L’esperienza “vince”?

«Quasi sempre nei sondaggi vince la struttura di partito, l’organizzazione rispetto all’entusiasmo. Ma credo che Renzi possa riservare delle sorprese perché va a coprire quell’enorme numero di indecisi che fa fatica a schierarsi anche nel sondaggio».

Elisa Giordano

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