Pace e Miroglio, due storici esercizi albesi alle corde

IN CITTÀ Ci sono luoghi simbolici, che racchiudono la storia di una città, la sua floridezza, la sua tensione verso il futuro. Il negozio di abbigliamento Pace, in piazza del mercato, è uno di questi, aperto da oltre mezzo secolo. Si potrebbe immaginare come ogni stanza, ogni albese indossi un elemento di questo eserciziocommerciale diventato parte dell’identità “estetica” locale.

Un totem destinato a sparire. Abbiamo incontrato uno dei proprietari. «Entro fine anno chiudiamo i battenti», ci ha spiegato. «La pressione fiscale è diventata insostenibile: le politiche di austerità indeboliscono il potere d’acquisto e incrementano la paura. Oppure, semplicemente, la gente non ha più soldi in tasca. Da settembre dello scorso anno i nostri ricavi sono scesi in picchiata, non sussistono le condizioni per continuare a lottare ». Per spiegarci come la vede, l’intervistato parafrasa Winston Churcill: «Una nazione che si tassa nella speranza di diventare prosperosa è come un uomo in piedi in un secchio che cerca di sollevarsi, tirando il manico».

Insomma, le manovre finanziare hanno peggiorato le cose. «E noi l’abbiamo toccato con mano: Alba stamostrando i primi segni di difficoltà », conclude. Il tramonto di Pace è segno di una mitologia scaduta, l’avviso che l’immunità è solo illusione.

Abbiamo visitato un altro esercizio commerciale di spicco in città. Spiegano a Miroglio stores (via Maestra), negozio di abbigliamento che non chiuderà i battenti, ma che ha avviato la “svendita” al 50 per cento della merce: «Anche noi subiamo gli effetti della recessione I settori dell’abbigliamento e dell’industria tessile sono quelli che più manifestano i sintomi della crisi». Per quanto riguarda Alba, il commento è crudo: «La gente che potrebbe spendere preferisce risparmiare in vista di tempi duri, oppure perché è inibita dall’atmosfera d’allarme. Sebbene più solida dal punto di vista economico, l’“isola felice” non è esente dalle correnti economiche in contrazione».

Sul futuro, nessuno azzarda previsioni a lungo raggio (ma siamo in grado di smentire le voci che da tempo si rincorrono: lo store di Eataly non approderà in via Maestra, al posto di Miroglio, ci assicura l’albese Oscar Farinetti in persona). Molto dipende dalle decisioni politiche, poco da quelle individuali. La capacità di resistenza del tessuto commerciale locale dipenderà anche dal grado di collaborazione che sapranno instaurare gli esercizi, da come l’alleanza saprà sostituire la spietata competizione.

m.v.

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