Io andrò a votare per le primarie

Egregio signor Direttore,
a volte il silenzio è l’unica arma che ci è rimasta contro questa overdose di informazioni. Non si sa più a chi e a cosa credere. Mille ricette ci vengono proposte da persone competenti per esperienza e talento, eppure nulla si verifica se non un ulteriore impoverimento della una parte degli italiani.

Ci lamentiamo, ma non facciamo nulla di concreto.

Ora che si cerca di fornire la possibilità alle persone di partecipare alla scelta di chi potrebbe governarci per i prossimi anni, riscontro solo persone deluse che non si fidano più di nessuno. Pensavo che le primarie fossero un’occasione importante per andare a scegliere, sia per il centro-destra sia per il centro-sinistra, i candidati Premier per le prossime elezioni politiche. La confusione, però, sta solo aumentando: da una parte come dall’altra regna sovrana la critica e si insinuano sospetti e dubbi su tutti. Invece di far conoscere il proprio programma, si getta fango sugli altri o si cambia idea da un giorno all’altro.

Poi per me che da anni cerco di essere attenta ed attiva anche a livello politico, senza pensare a nessun incarico remunerato, è ancora più triste. Io ritengo la politica come un servizio agli altri e non come un modo per arricchire se stessi.

Io andrò a votare per le primarie del centro sinistra il 25 novembre, ma per il momento non so ancora a chi darò la mia preferenza perché è difficile scegliere tra persone che, fino a ieri, erano tutte gradite allo stesso modo. È come scegliere tra i propri figli o i propri fratelli. Chi salvare sulla torre? Chi buttare giù? Lo so che è un po’ esagerata la mia espressione. Nessuno di noi può incidere in modo determinante. Solo una larga partecipazione potrà rendere significativo questo evento. La presenza di più candidati è necessaria per rendere democratica la consultazione, altrimenti sarebbe solamente la consacrazione di un pensiero unico già prestabilito, un plebiscito.

Spero che gli italiani, ma soprattutto gli abitanti della provincia di Cuneo, approfittino di questa occasione per andare a dire la loro, per non lamentarsi poi di essere sempre il fanalino di coda quando si tratta di decidere chi ci rappresenterà a Roma. Il fatto che vengano eletti sempre gli stessi è dovuto alla legge elettorale che favorisce i nominati da Roma. I parlamentari non hanno nessuna intenzione di cambiarla perché vorrebbe dire perdere il posto.

Per me la collaborazione viene prima della competizione e spero che, il giorno dopo le Primarie, si possano unire le forze e le idee migliori di tutti per costruire un futuro dove l’equità, l’uguaglianza e il rispetto dei più deboli siano la priorità degli obiettivi del futuro Governo.

Non si tratta di autoescludersi se non si è vincitori, ma di unire le proprie competenze a quelle degli altri senza voler essere l’unico protagonista: per tirare fuori l’Italia da questa palude serve l’impegno di molti uomini onesti, competenti e trasparenti.

Ada Toso, Diano

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