Nasio: il Creso se ne andrà?

CRAVANZANA La vendita di due lotti di terreni dell’azienda “Nasio”, prevista dal piano di alienazioni approvato nei mesi scorsi dalla Provincia, sta rischiando di incrinare i rapporti tra l’ente di corso Nizza e il Creso (Consorzio di ricerca e sperimentazione per l’ortofrutticoltura piemontese), organismo che nella struttura di Cravanzana svolge attività di ricerca in campo corilicolo.

Il Creso sostiene che, tra i terreni venduti, c’è anche quello indicato come “strategico” per potenziare la ricerca e sperimentazione sul nocciolo e creare alla “Nasio” un centro sperimentale di ricerca simile a quelli già attivi a Manta (frutticoltura) e Boves (orticoltura) e non esclude addirittura la possibilità di trasferire altrove l’attività.

«Per il centro di ricerca servivano le cinque particelle accorpate intorno agli edifici, per una superficie complessiva di 3,54 ettari, una parte minima degli oltre 11 ettari della superficie dell’azienda “Nasio” », spiega il direttore del Consorzio Silvio Pellegrino. «Purtroppo, nell’asta pubblica per la vendita dei lotti eccedenti è finita, ci hanno detto per un disguido materiale, anche la particella richiesta espressamente dal Creso».

Si tratta, prosegue Pellegrino, «dell’unico appezzamento irriguo dove collocare le attività a maggior contenuto sperimentale, quali le screen house per il mantenimento in purezza dei cloni di Tonda gentile trilobata e le prove dei portinnesti non polloniferi, ossia tutte quelle attività che non possono essere ospitate presso le aziende dei produttori. Il progetto di costituzione del centro di ricerca per il nocciolo rischia così di andare in frantumi prima di nascere».

Secondo la Provincia, però, una soluzione è ancora possibile. Infatti, solo due dei tre noccioleti messi all’asta sono stati venduti e il lotto “superstite” potrebbe entrare in gioco per risolvere la questione.

«Un lotto non è stato venduto a causa di errate valutazione da parte dell’Agenzia del territorio rendendo necessaria una nuova perizia. Ciò potrebbe permettere di risolvere il problema», puntualizza il vicepresidente della Provincia Giuseppe Rossetto, che però non risparmia critiche alla presa di posizione del Creso: «Si parla della vendita da un anno e abbiamo deciso di vendere seguendo le loro stesse indicazioni. Ora, ad assegnazioni fatte, sollevano il problema? Abbiamo sempre salvaguardato la loro attività e lo faremo anche stavolta».

Il Creso opera all’azienda “Nasio” dal 2005, quando la Comunità montana (che ha ottenuto la struttura in comodato dalla Provincia) mise a disposizione parte dei terreni per attività di ricerca: prove di fertilizzazione, difesa contro le cimici, raccolta meccanica e potatura, contenimento dell’agrilo, selezioni produttive e gestione di polloni ed erbe infestanti.

Per quanto riguarda i due lotti venduti, dagli uffici della Provincia precisano che si è ancora in fase di aggiudicazione provvisoria in attesa di definire eventuali “rilanci” legati ai diritti di prelazione. Al momento sono arrivate offerte per circa 51 e 52 mila euro, con una plusvalenza di 30 mila euro circa rispetto alla base d’asta.

Corrado Olocco

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