Profumo: «Avremo scuole sicure»

L’INTERVISTA Sono 157 i milioni richiesti al settore dell’istruzione con la spending review, 157 milioni di risorse da trovare attraverso nuovi tagli. Una delle contestatissime proposte del ministro dell’istruzione Francesco Profumo è stata quella relativa all’aumento delle ore lavorative dei docenti da 18 a 24, a parità di stipendio. Gazzetta ha parlato di scuola pubblica con il Ministro, ad Alba sabato, per la presentazione in San Domenico del libro 999 storie sull’amore, dato alle stampe dalla fondazione Miroglio.

Ministro Profumo, che ne è della proposta delle 24 ore lavorative per i docenti?

«C’è stato un emendamento abrogativo, quindi le ore lavorative rimarranno quelle di prima. Per far fronte alla richiesta del Governo, andremo a cercare le risorse altrove, senza intervenire sulla scuola nella sua parte centrale. Abbiamo optato per una soluzione diversa da concordare insieme al Parlamento e ai partiti».

Qual è questa soluzione?

«A dir la verità ci stiamo ancora lavorando. Nei prossimi giorni troveremo soluzioni alternative, tenendo presente che l’insegnante avrà sempre un ruolo prioritario nelle relazioni dirette con gli studenti – e quindi nelle ore di lezione in classe –, ma dovrà tenere una presenza diversa all’interno della scuola. Maggiori dettagli arriveranno nei prossimi giorni».

Non crede che il sistema scolastico abbia già dato abbastanza in termini di tagli?

«Me ne rendo conto. La scuola pubblica è formata da 8 milioni di studenti e 800 mila lavoratori tra insegnanti e dirigenti scolastici, quindi è un comparto molto ampio e complesso. Siamo in un momento di grandissima difficoltà per il Paese e questo sta rendendo le cose difficili per tutti. Ma stiamo provando a uscirne. Non ho detto che ce la faremo, perché siamo di fronte a un debito enorme. La cultura e l’istruzione non dovrebbero essere toccati – è vero – dai tagli, ma il Governo sta ricercando un equilibrio fra i settori».

Che cosa pensa della “provocazione” del Presidente della Provincia di Torino, il quale minaccia di sospendere il riscaldamento nelle scuole, data la mancanza di risorse?

«Incontrerò il presidente Antonio Saitta per parlare di questo. Anche qui daremo a breve aggiornamenti».

E che dire della sicurezza delle scuole, che pare davvero in alto mare?

«I nostri ragazzi devono stare in luoghi sicuri. C’è bisogno di una programmazione pluriennale, perché siano identificate le priorità e su queste si facciano gli interventi. A questo proposito abbiamo creato l’anagrafe edilizia scolastica avviata in questi mesi, che sta valutando gli interventi più urgenti».

Maurizio Bongioanni

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