No a differenze tra i disabili

ASSISTENZA «Sono sempre stato disponibile a confrontarmi e a trattare. Ma adesso non ce la faccio più. E, soprattutto, non mi faccio prendere in giro». Sono pesanti e amare allo stesso tempo le parole di Pasquale Bonino, presidente dell’Aghav, l’associazione che gestisce il Centro diurno per disabili di Bra. L’assemblea che si è svolta a inizio della scorsa settimana in via Molineri tra i familiari dei ragazzi ospiti del Centro, è stata movimentata.

Tutti concordano con la “linea dura”. Sulla compartecipazione, introdotta dallo scorso 1° settembre, che prevede un contributo alle spese di trasporto e mensa: «Non siamo contrari alla compartecipazione», ha spiegato Bonino, «ma se si deve pagare, questo valga per tutti. Invece per quanto riguarda i centri diurni presenti sul territorio dell’ex consorzio Intesa a pagare sono solo i ragazzi che frequentano le strutture di Bra e Sommariva del Bosco».

Sulla compartecipazione è stato presentato anche un ricorso al Tar da parte della LawCare, una onlus braidese di cui fanno parte alcune famiglie di disabili. E poi occorre registrare anche il problema del trasporto. Continua il presidente: «Alcuni anni fa abbiamo dato vita a Bra Futura, che si occupa di trasporto, in quanto ci avevano detto che l’Aghav non poteva effettuare questo servizio. Con Bra Futura facciamo anche trasporti diversi da quelli dei nostri ragazzi, perché questo ci consente di avere quelle entrate per far funzionare il Centro. Ora le voci che circolano sono che ci vogliono togliere il servizio trasporti di Narzole. Abbiamo sei autisti dipendenti, in regola con la normativa. Che cosa dobbiamo fare? Lasciarne a casa tre? Ci dicono che non ci sono soldi, che devono ridurre le spese. Noi il Centro lo facciamo andare avanti con molti meno soldi rispetto alle strutture gestite dal pubblico e diamo un servizio di qualità».

Spiega Giuseppe Dacomo, sindaco di Pocapaglia e presidente dell’assemblea degli undici sindaci dell’ex Intesa: «Non abbiamo ancora deciso nulla. L’obiettivo nostro è quello di ridurre per quanto possibile i costi e continuare a mantenere un buon servizio».

Per quanto riguarda la compartecipazione: «È una decisione già presa. In tutti i consorzi è così». Della stessa idea il primo cittadino di Bra, Bruna Sibille, che aggiunge: «Laddove sappiamo esistere delle oggettive difficoltà interverremo come abbiamo sempre fatto. Sono convinta che ci debba essere un comportamento unitario su tutto il territorio, con la stessa richiesta a ognuna delle famiglie coinvolte».

E dopo l’assemblea dei sindaci di mercoledì sera, aggiunge: «Abbiamo analizzato la situazione con attenzione e compattezza. Intanto non è corretto che alcuni non paghino perché ci sono due tipologie di servizi (uno pubblico e l’altro privato) con pagamenti diversi. Il nostro obiettivo è quello di arrivare a un nuovo appalto che uniformi le modalità di gestione, i costi e le compartecipazioni. Ma ci ritroveremo martedì 18 dicembre (stasera, ndr) per definire il tutto».

Valter Manzone

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