Quando comincerà la terrza repubblica?

Confronto sulla crisi politica attuale, nella terza lezione del corso di formazione sociale (tenutosi in via Mandelli ad Alba). A guidare la riflessione il giornalista Mario Berardi, uomo di grande esperienza, avendo attraversato da un angolo visuale straordinario tutta la stagione del secondo dopoguerra.

  La “fine” della seconda Repubblica

Stiamo vivendo una brutta fine della seconda Repubblica, con un ex premier accusato di prostituzione minorile, con un debito pubblico al 130% del Pil, alla soglia dei 2.000 miliardi. Ma abbiamo alle spalle un ventennio da dimenticare, con due poli improvvisati che si sono alternati alla guida del Paese senza risolvere nessuno dei suoi problemi, anzi peggiorando la situazione: una responsabilità ripartita tra il centro-destra, naufragato per la miseria del suo leader, Berlusconi, e il centro-sinistra, due volte vincitore alle elezioni e impossibilitato a governare dall’opposizione interna dei comunisti. La seconda Repubblica, nata con aspettative e promesse di maggior benessere per tutti, in un Paese che era la settima potenza industriale del mondo, si chiude con il secondo debito pubblico d’Europa, avendo appena evitato di cadere nel baratro a cui sembravamo destinati un anno fa, con lo Stato nell’impossibilità di pagare pensioni e stipendi!

Il dominio della finanza

La crisi italiana si colloca nel contesto di una gravissima crisi mondiale, caratterizzata dal dominio assoluto della grande finanza, sottratta al controllo della politica. Non dimentichiamo che questo potere occulto ha cercato fino all’ultimo di bloccare perfino la rielezione di Obama! Questo potere spietato non fa sconti a nessuno e si accanisce contro i deboli, tra cui l’Italia. Il presidente del Consiglio, Monti, chiamato da Napolitano, ha tamponato la situazione, facendo sì che l’Italia riacquistasse credibilità sulla scena internazionale. Non si capisce però l’atteggiamento schizofrenico di alcuni partiti che lo appoggiano, che votano la fiducia ai suoi provvedimenti in Parlamento e lo criticano nel Paese o che si apprestano a fare alleanze elettorali con partiti che criticano l’operato dell’attuale premier. La nascita o meno di una terza repubblica dipenderà dalla legge elettorale in discussione in Parlamento. Senza una nuova, seria legge elettorale nascerà sulle sabbie mobili, come la seconda. Poi ci sono alcuni impegni imprescindibili: mantenere gli impegni presi con l’Europa e coniugare rigore con equità, giustizia con solidarietà. I sacrifici sono necessari, ma devono essere proporzionali per tutti: ad esempio gli imprenditori che hanno avuto nei decenni scorsi cospicui aiuti da parte dello Stato devono investire e andare avanti anche in un momento difficile. Chi ha evaso il fisco non potrà essere trattato al pari dell’onesto contribuente.

La famiglia al centro

Una attenzione particolare dovrà essere rivolta alle famiglie, che hanno retto il peso della crisi e che devono essere aiutate, non smantellate, come ad esempio si sta facendo in Francia. C’è davvero da augurarsi che la prossima legge elettorale renda possibile un dibattito serio su queste tematiche, al di là degli schieramenti e permetta al cittadino elettore di poter scegliere il candidato che meglio riflette la sua visione della vita e le sue convinzioni.

Battista Galvagno

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