I borghi lanciano Cirio alla presidenza della Giostra delle cento torri

«Il cuore di un albese batte sempre per il tartufo. Sono fiero di accettare l’onore che mi fanno i borghi». Per l’assessore regionale al turismo Alberto Cirio, chiamato in via ufficiale a diventare presidente della Giostra delle cento torri dai nove borghi di Alba e dagli sbandieratori, non ci sono dubbi sul da farsi, tanto che lunedì 4 febbraio presenterà la sua squadra – tutte conferme: Piercarlo Verney a capo dello staff organizzativo, Beppe Giachino per i volontari, Felice Dezzani per la Giostra e Romano Cugnasco per il Palio, con il rientro di Carlo Passone – e il programma triennale per valorizzare l’impegno di oltre un migliaio di volontari, «il cuore pulsante della Fiera».

Archiviata dunque una campagna elettorale alla quale non parteciperà in prima persona, Cirio si accinge a festeggiare da presidente della Giostra delle cento torri il decimo compleanno della sua creatura, l’Ente fiera internazionale del tartufo bianco d’Alba, nato dal suo impegno di delegato al turismo di Beppe Rossetto. Per l’assessore regionale è, di fatto, un rientro al palazzo Giacomo Morra di piazza Medford, perché la Giostra è uno dei soci, insieme a Comune e Associazione commercianti, dell’ente presieduto dal vicepresidente della fondazione Cassa di risparmio di Cuneo Antonio Degiacomi.

Ammette Cirio: «Anche se ho seguito le manifestazioni di tutta la regione, la Fiera vissuta dal di dentro mi è mancata. Inoltre, l’unanimità dei consensi sul mio nome mi ha indotto ad accettare. I borghi sono i veri protagonisti della Fiera, devono essere valorizzati e tutelati sotto il profilo fiscale e della sicurezza e non essere trattati alla stregua di comparse. Nel momento in cui i presidenti  mi hanno rappresentato una situazione non facile, ho ritenuto mio dovere mettermi a disposizione». Ma a chi lo pungola sulla possibilità di tornare anche ai vertici dell’Ente Fiera – il Comune sta raccogliendo i curricola per la presidenza, in scadenza quest’anno – Cirio non offre spazi: «Il mio è un incarico per la Giostra».
m.g.o.

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