La bussola per andare a SCUOLA

ORIENTAMENTO Una scelta richiede equipaggiamento psichico, emotivo ed esperienziale. Una scelta è l’atto morale più elevato. Eppure, certi periodi della vita spalancano bivi ambigui. La scelta della scuola superiore è la prima, precoce prova: ragazzi imberbi, sprovvisti di identità formate, devono scegliere una direzione di vita. Il rischio di sbagliare è alto, servono soccorsi da chi un’esperienza ce l’ha, da chi conosce il terreno. Questa la teoria che ha spinto il Centro per l’impiego Alba-Bra – grazie anche al supporto organizzativo dell’agenzia di formazione professionale Apro e al contributo della fondazione Cassa di risparmio di Cuneo – a organizzare il Salone dell’orientamento per ragazzi che si apprestano a imboccare il futuro. L’evento coprirà le giornate di venerdì 11 e sabato 12 gennaio presso il Palazzo delle mostre e dei congressi di piazza Medford. Èla seconda volta che Alba propone l’iniziativa, una manna dal cielo in tempo di confusione, di dispersione degli schemi valoriali e di generale sbilanciamento.

Le scuole protagoniste del salone saranno l’istituto professionale Cillario-Ferrero, l’agenzia di formazione professionale Apro, l’istituto tecnico enologico Umberto I, l’istituto tecnico Luigi Einaudi per periti, ragionieri e geometri, il liceo linguistico e delle scienze umaneLeonardoDa Vinci, il liceo scientifico Leonardo Cocito, il liceo classico Giuseppe Govone e il liceo artistico Giuseppe Gallizio. Gli stand di ogni scuola superiore con sede ad Alba saranno aperti dalle 17 alle 20 di venerdì e dalle 8.30 alle 17 di sabato, in concomitanza agli incontri con i referenti e i responsabili dei singoli istituti. Come ci ha spiegato Gigi Garassino, delegato albese all’istruzione, «anche da noi si sta sviluppando una “cultura dell’orientamento”, che non è solo finalizzata alla scelta scolastica futura, ma anche a una conoscenza di se stessi, dei propri limiti e potenzialità. Infatti, in molte scuole medie il percorso di orientamento inizia dal secondo anno, si articola su molteplici livelli e coinvolge emozioni individuali».

Una bussola necessaria, insomma, capace di diradare ombre invisibili annidate nei contesti familiari e nelle identità dei ragazzi. Spiega Maura Riolfi, una delle organizzatrici del salone e docente di Apro: «Da uno studio del Centro per l’impiego è emerso che sono moltissimi i ragazzi che non scelgono la scuola superiore sulla base delle proprie competenze o ambizioni, ma spinti dai desideri dei genitori. I numerosi cambiamenti di scuola nel primo o nel secondo anno testimoniano il progressivo amplificarsi di questo fenomeno».

Matteo Viberti

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