Nasce a Roddi l’elettronica per l’auto di James Bond

RODDI Parlando di Aston Martin è impossibile non pensare ai film di James Bond e ai gadget elettronici che caratterizzano l’auto del più famoso agente segreto del cinema. Ma, uscendo dal grande schermo per scendere… in strada, è interessante sottolineare che, nell’ultimo modello della prestigiosa Casa automobilistica inglese, si trova una tecnologia “made in Roddi”. Non fantascientifica, come quella di 007, ma sicuramente all’avanguardia.

L’elettronica della consolle della Aston Martin Vanquish (uscita a fine 2012; produzione stimata, circa mille vetture all’anno) è stata progettata dalla Trama, società di Roddi nata nel 1998 che si occupa di tecnologie di comunicazione in campo automobilistico e che ha tra i propri clienti anche Ferrari, Maserati, Lamborghini e Fiat/Chrysler.

La Center stack assembly (è questo il nome ufficiale dell’apparecchiatura ideata per la Aston Martin) controlla tutti gli strumenti frontali dell’auto: tergicristallo, aria condizionata, radio, tasti del volante, navigatore, sedili e cruscotto.

La tecnologia, che ha richiesto un anno e mezzo di lavoro, è ispirata all’iPhone; quindi, niente tasti per attivare le varie funzioni; basta un tocco col dito. È questa la grande novità uscita dallo studio di progettazione sulle colline di Roddi. La proposta di abolire i pulsanti sulla strumentazione di bordo sostituendoli con piccoli touch-screen è arrivata direttamente dalla casa di Gaydon. «Ci siamo chiesti: si può fare? E abbiamo detto: proviamoci », spiega Flavio Cerruti, amministratore della Trama, aggiungendo che la tecnologia usata per la Vanquish sarà utilizzata anche per gli altri modelli della Aston Martin.

Poiché non si tratta certo di un’utilitaria (il prezzo di listino supera i 257 mila euro) gli inglesi hanno preteso il meglio anche per quanto riguarda i materiali: i comandi sulla consolle progettata dalla Trama sono in vetro di Boemia. «Li hanno controllati con attenzione quasi maniacale per vedere se c’erano difetti. Alla Aston Martin vanno pazzi per la qualità e i dettagli. Sono entusiasti dell’Italia. Secondo loro, solo inglesi e italiani sono capaci a costruire le auto», aggiunge Cerruti.

L’estate scorsa, dall’Inghilterra è persino arrivato a Roddi un prototipo della nuova Vanquish per agevolare il lavoro dei tecnici durante la fase di progettazione e sviluppo. Alla Trama lavorano dodici persone, quasi tutti ingegneri, provenienti dal cuneese e dall’astigiano. Un paio d’anni fa erano sette. La crisi da queste parti non si sente.

Corrado Olocco

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