Unesco: riparte l’iter del progetto Langhe-Roero Monferrato

L’Italia punta, e continua a puntare, sui Paesaggi vitivinicoli di Langhe-Roero e Monferrato per il riconoscimento della tutela Unesco. La candidatura piemontese, riproposta al Comitato nazionale Unesco dopo la profonda riscrittura dei mesi scorsi, ha vinto la concorrenza di altri cinque progetti e sarà presentata al Comitato internazionale per ottenerne l’approvazione e la tutela mondiale nel corso dell’assemblea mondiale del World heritage. Roberto Cerrato, presidente dell’associazione che promuove il dossier è raggiante: «Non era affatto scontato che venisse confermato il nostro progetto, visto che eravamo in competizione con altri dossier importanti. È stato ripagato il tanto lavoro fatto per accogliere tutte le raccomandazioni che la commissione mondiale aveva avanzato la scorsa estate. Questa conferma ­– conclude Cerrato – fa aumentare la voglia di portare il progetto fino in fondo, fino alla meritata approvazione».

Il dossier è stato rivisto dalla società Siti, collegata al Politecnico di Torino, sulla base delle osservazioni avanzate nei mesi scorsi dall’Icomos e fatte proprie dall’Unesco rispetto alla stesura originaria. Tra le novità più evidenti c’è stato un forte ridimensionamento delle zone protette, che scendono da 30 mila a 10 mila ettari ma si arricchiscono di un gioiello qual è il castello di Grinzane.

«Mi auguro che la valutazione dell’Unesco possa essere positiva, conferendo così il giusto riconoscimento a un territorio pieno di storia e poesia, che in questa area del Piemonte si fa tutt’uno con la tradizione agricola portata avanti nei secoli dai suoi abitanti». Così il ministro delle politiche agricole alimentari e forestali, Mario Catania, commenta la decisione di candidature il Paesaggio vitivinicolo delle Langhe-Roero e Monferrato al Patrimonio mondiale dell’umanità per il 2014. «Il lavoro da fare – spiega il Ministro – è ancora tanto ma sono sicuro che l’impegno di tutti i soggetti coinvolti, dalle Amministrazioni centrali e locali alle comunità interessate, stia andando nella giusta direzione. È fondamentale ora che il sistema Paese sostenga questa candidatura in tutte le sedi istituzionali. Il Ministero delle politiche agricole farà la sua parte».  Il dossier di candidatura, che verrà presentato a Parigi, all’Unesco, entro fine mese è stato affidato a un gruppo di esperti coordinato da Pier Luigi Petrillo, che ha già curato con successo i dossier relativi alle Dolomiti e alla Dieta mediterranea, oggi patrimonio dell’umanità Unesco.

Anche Ugo Cavallera, vicepresidente della Regione e tra i principali promotori del progetto esprime soddisfazione per il parere favorevole: «Questa proposta tende a riconoscere il valore peculiare dei paesaggi vitivinicoli piemontesi che, per modalità di impianto dei filari, metodi di coltivazione, tecniche di produzione vitivinicola e particolarità dei borghi e degli insediamenti che si sono succeduti storicamente in territori ove la vite e il vino improntano in modo sostanziale l’economia locale, rappresentano un elemento di unicità. Il riconoscimento che verrà ottenuto in forza di queste caratteristiche, al di là delle “core-zone” e delle “buffer-zone”, sarà comunque emblematico per tutto il territorio regionale».

L’assessore al turismo della Regione Piemonte Alberto Cirio, sottolinea che si tratta di un importante attestato di fiducia e stima verso questo territorio e un riconoscimento della sua serietà e capacità di cogliere opportunità importanti. L’assessore ricorda che l’iscrizione nel registro del Patrimonio Mondiale dell’Umanità rappresenterebbe una grande spinta per un’industria, il turismo, che in Piemonte rappresenta una risorsa preziosa e strategica,  come dimostra la forte crescita del settore negli ultimi dieci anni.

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