Bilancio: tagli alla spesa per un milione di euro

CONSIGLIO I conti sono stati l’argomento clou della seduta del Consiglio comunale tenutasi giovedì scorso, che ha visto l’approvazione del bilancio di previsione per il 2013. Come illustrato dall’assessore alle finanze Gianni Fogliato nella sua lunga relazione, il bilancio braidese è fortemente vincolato da fattori esterni: i nuovi consistenti tagli ai trasferimenti dello Stato, che porteranno nella casse braidesi quasi 1.700.000 euro in meno rispetto al passato, e il fatto che la regolamentazione delle principali imposte comunali – Imu e Tares – viene decisa per la quasi totalità da Roma, che ha completamente ignorato le richieste fatte nei mesi scorsi dalle amministrazioni locali.

Sul fronte Imu le novità sono in chiaroscuro: da un lato la legge di stabilità ha lasciato ai Comuni tutto il gettito inerente agli immobili residenziali, riservando allo Stato solo il gettito degli immobili produttivi (sui quali non sono più ammessi sconti); dall’altro viene imposto a tutti i Comuni di versare una percentuale dell’incasso in un Fondo nazionale di solidarietà, che provvederà a sostenere le finanze delle amministrazioni più povere. Di conseguenza nessun Comune saprà con certezza la somma di cui potrà disporre. Molto amaro il capitolo Tares, che il sindaco Sibille ha definito una tariffa «imposta in modo ingiusto e tassativo ». Sostanzialmente lo Stato sfilerà ai braidesi 660 mila euro costringendo il Comune ad apporre un balzello pari a 30 centesimi (elevabili fino a 40) per ogni metro quadro di superficie calpestabile degli immobili. «Pur in una situazione così difficile», ha sottolineato Fogliato, «abbiamo confermato tutti i servizi a domanda individuale e mantenuto ferme tasse e tariffe, a cominciare dall’addizionale Irpef, che anzi vede un ulteriore aumento dei limiti di esenzione. Oggi siamo il Comune con la soglia di esenzione più alta».

A compensare le minori entrate saranno una riduzione della spesa pubblica per un milione di euro (che lascerà però intatti i fondi destinati ai settori primari come le politiche sociali) e un calo dell’indebitamento, grazie al quale nel 2013 la città risparmierà 100 mila euro, destinati a raddoppiare l’anno successivo. «L’Amministrazione», ha concluso Fogliato, «si prende l’impegno, a fronte di maggiori trasferimenti dallo Stato, di non procedere ad alcuna opera senza prima aver valutato la possibilità di ridurre le imposte». Ovviamente l’approvazione del bilancio, in quanto principale documento che segna l’indirizzo dato da un’Amministrazione comunale, non poteva non vedere un confronto tra maggioranza e opposizione. Questa volta, però, i toni della discussione sono stati assai pacati, forse perché tutti sono ben consapevoli delle difficoltà che Bra, al pari di tutti i Comuni italiani, sono chiamati ad affrontare. Fatta salva l’astensione dei consiglieri Pier Giorgio Pirra (Bra futura) e Giancarlo Balestra (Giustizia e libertà), il bilancio è passato con il voto contrario dell’opposizione, motivato fondamentalmente dalle scelte fatte dalla Giunta in tema di Imu. Così Marco Ellena (Progetto Bra) ha ricordato come il ritocco al rialzo delle aliquote Imu fatto in autunno abbia portato nelle casse del Comune un saldo positivo di 300 mila euro. «Soldi», ha detto Ellena, «che avrebbero potuto essere impiegati per ridurre alcune aliquote, a cominciare da quelle relative agli alloggi invenduti o alle aree edificabili. Perché l’edilizia è il volano della nostra economia». Un secondo fronte di critica ha riguardato il Piano triennale dei lavori pubblici. «Si è passati», ha commentato Federico Dellarossa (Pdl), «da un libro dei sogni elaborato in campagna elettorale a una realtà molto terra terra, fatta di manutenzioni e del completamento di opere già avviate, senza progetti di ampio respiro. Forse sarebbe opportuno rivedere l’impiego di somme cospicue oggi destinate alla progettazione di opere che non verranno mai realizzate». Il riferimento, ovviamente, è al progetto della copertura dei binari ferroviari.

Roberto Buffa

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