Livio Berardo risponde ai sindaci di Alba e Bra

Carissimi sindaci di Alba e Bra,

ho ricevuto, in quanto candidato nelle liste di Sinistra ecologia libertà, la vostra lettera-appello stesa in occasione delle prossime elezioni politiche per porre all’attenzione del dibattito alcune rilevanti questioni.

Le prime cinque sono di carattere generale, nel senso che riguardano il funzionamento di tutti gli enti locali, messo a rischio da una serie di tagli indiscriminati operati dagli ultimi due governi e da improvvisate riforme istituzionali.

Condivido l’idea che la tassazione sugli immobili, per sua natura, debba avere a beneficiario il comune dove essi sono localizzati, così come eventuali tasse sui servizi, si chiamino Tarsu o Tares, possano prevedere la copertura dei costi, ma non crescere in eccesso rispetto a questo tetto, sostituendo introiti che lo Stato dovrebbe ricavare con la fiscalità generale secondo principi di equità e progressività. Sommessamente faccio osservare che simili principi dovrebbero entrare anche nei criteri di applicazione di un’Imu riformata e alleggerita sulla prima casa.

La mia passata esperienza di assessore all’ambiente del comune di Bra mi lascia assai perplesso sui parametri di calcolo della nuova imposta detta Tares, che lascia cadere uno dei principi ormai affermati nella legislazione europea, quello riassumibile nella formula «chi produce più rifiuti, paghi di più», teso a favorire il recupero, il riuso e il riciclaggio.

Analogamente ritengo gravissimo l’aver azzerato tutti i fondi nazionali relativi all’assistenza proprio in un momento in cui la sofferenza sociale si è fatta più acuta.

Dal mio nuovo angolo di osservazione, quello del consorzio dell’Istituto storico della Resistenza, non posso non condividere le preoccupazioni per una riforma poco ponderata delle province. C’è infatti il rischio, per usare un proverbio ben noto, di buttare via, assieme con l’acqua sporca (la frammentazione delle province istituite negli ultimi 20 anni, l’eccesso di assessorati e magari di personale rispetto alle fondamentali competenze), anche il bambino, creando dei vuoti di funzione tali da inceppare molti settori della macchina amministrativa. Più in generale le riforme istituzionali non possono essere adeguatamente affrontate con decreti destinati a toccare una materia finanziaria.

Quanto alle tre questioni più locali (tribunale, ospedale e autostrada) è il buon senso a dirci che un’opera pubblica in avanzato stato di realizzazione va completata o che quanto funziona in modo efficiente va mantenuto. A suo tempo avevo commentato la soppressione del tribunale (vedi l’articolo pubblicato  su questo sito) con un «ci aveva già provato Mussolini». Non avevo previsto che qualche candidato premier dichiarasse nel Giorno della memoria che, a parte le leggi razziali, il Duce era stato un buon governante.

Sul tema dei trasporti, aggiungerei che se Alba e Bra, a differenza di altre città della provincia colpite dai tagli delle ferrovie regionali, sono state coinvolte nel progetto di metropolitana leggera, questa soluzione risolve (con il piccolo disagio della sostituzione di Porta Nuova con Porta Susa) il problema dei collegamenti con Torino, mentre  rimane aperta la questione delle relazioni con Asti, con Cuneo e le altre città della provincia, completamente dimenticata dalla Regione o non sostenuta dalla Provincia.

Colgo l’occasione per porgervi un caloroso saluto e un augurio a proseguire nel vostro tenace impegno amministrativo.

Livio Berardo,
candidato per Sinistra ecologia libertà

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