Una firma per salvare tante vite

Gentile Direttore, la pesante crisi economica che colpisce (quasi) tutta l’Europa ha prodotto la conseguenza di rimettere in discussione l’idea di Europa unita anche presso popoli fortemente europeisti come quello italiano. Per recuperare consenso all’idea di Unione, la Commissione europea ha proclamato il 2013 “Anno della cittadinanza europea” e diverse iniziative saranno realizzate per porre i cittadini idealmente al centro della “casa comune europea”. Una di queste è stata lanciata dai Movimenti per la vita europei e prende il nome di “Uno di noi”. La illustro sinteticamente per punti.

COSA È

È un’occasione di democrazia diretta prevista dall’art. 11 del Trattato di Lisbona (che è un po’ la Costituzione europea). Si tratta quindi di uno strumento giuridico molto simile al “disegno di legge di iniziativa popolare” previsto nel nostro ordinamento giuridico: almeno 50.000 cittadini possono chiedere al Parlamento l’adozione di una legge da essi proposta. Nel caso della “iniziativa dei cittadini europei” almeno 1 milione di cittadini di almeno 7 Stati europei possono chiedere alla Commissione e al Parlamento europeo l’adozione di un atto giuridico nel senso da essi proposto.

COSA CHIEDE

Chiede che l’Unione europea cessi i finanziamenti:

  • alle associazioni che promuovono l’aborto nei Paesi del terzo mondo;
  • ai progetti di ricerca che prevedono l’utilizzo e la distruzione di embrioni umani.

CHI E COME SI PUÒ ADERIRE

Ogni cittadino maggiorenne può apporre la propria firma via internet o sul modulo cartaceo scaricabile (nei siti di riferimento: www.oneofus.eu e www.mpv.org). È importante ricordare che si deve firmare una volta sola e che serve un documento d’identità (solo carta d’identità o passaporto).

LE RICADUTE CULTURALI

Un atto del Parlamento e della Commissione europea che riconoscesse l’embrione umano come l’inizio dello sviluppo dell’essere umano (cosa che la biologia certifica, ma che molti ancora negano) avrebbe ricadute culturali e giuridiche importantissime. Sarebbe chiaro qual è l’inizio della vita umana, non avrebbe più senso parlare di pre-embrione, le leggi dei diversi Stati che tacciono questa realtà andrebbero in crisi.

I Padri fondatori (Adenauer, De Gasperi, Shumann) progettarono l’unione degli Stati d’Europa per affermare la pace, la dignità dell’uomo e i diritti umani. La Ue è riuscita ad assicurare il primo obiettivo, ma molto deve essere ancora fatto per completare il progetto di una società europea pienamente rispettosa dei diritti umani fondamentali e di una vera solidarietà sociale. L’iniziativa “Uno di noi” va in questa direzione.

Alberto Tibaudi,
presidente Movimento per la vita nella Provincia di Cuneo,
presidente Federazione regionale Piemonte e Valle d’Aosta dei Movimenti e dei Centri di aiuto alla vita aderenti al Movimento per la vita italiano

Chi non avesse la possibilità di scaricare i moduli da Internet può rivolgersi al Centro di aiuto alla vita di Bra (in via Boetto 21, nel quartiere Oltreferrovia) il mercoledì dalle 14.30 alle 17.30 o telefonando per appuntamento allo 0172-41.35.57.

Banner Gazzetta d'Alba