Guccini: I miei legami qui: Beppe Fenoglio e Radio Onda Rossa

Tra racconti e applausi Francesco Guccini ha suscitato il sorriso del teatro Giorgio Busca. L’intervento del cantautore, ai limiti dell’ironia, ha concluso la cerimonia per il premio Bere il territorio organizzata da Go wine, fondazione Crc e Città di Alba. Il concorso si propone di valorizzare le creazioni letterarie riferite al vino – al suo mondo – realizzate dai giovani di tutta Italia. Insieme al cantautore e intellettuale emiliano (al quale è stato conferito il titolo di Maestro), la studentessa del liceo classico Govone, Giulia Morello, è stata premiata per la sezione giovanile.

Guccini, c’è chi sostiene che il cantautorato sia decaduto, dagli anni Novanta in poi.

«Si è perso molto negli anni; la discografia è un concetto che sta scomparendo: le case di produzione non hanno più incentivi a sponsorizzare i dischi; è cambiato tutto con l’era di Internet. A contribuire alla perdita di valori ci pensano i programmi televisivi, che non valorizzano il lavoro eseguito nel tempo da un artista, ma danno importanza a una dimensione meno profonda della musica».

Quindi l’aspetto commerciale prevale su quello artistico?

«Direi di sì. Se i cantautori ancora esistono, se la canzone impegnata – quella profonda – è viva, allora essa non gode di un’adeguata distribuzione; non se ne parla sui media e le persone la ignorano».

Crede che la musica possa essere una terapia alla crisi?

«Ho scritto una canzone in cui sostengo che una canzone non fa una rivoluzione: credo che la musica possa essere un’ottima fiancheggiatrice dell’essere umano. Non può risolvere i problemi, ma può alleviare le sofferenze».

Francesco Guccini, che legame sente di avere col territorio di Alba?

«Penso di avere due tipi di legame con le Langhe e il Roero: il primo è letterario, artistico. Fenoglio ha rappresentato per me un esempio; non potrò mai dimenticare l’incipit dei Ventitré giorni della città di Alba. Con Bra e territorio spartisco invece un altro tipo di relazione: ricordo delle mie collaborazioni con Radio Onda Rossa, di Bra, la prima radio indipendente d’Italia, sostenevano i fondatori. Poi ho visitato i paesi e le colline, ho pranzato e sono uscito con gli amici a raccogliere trifole».

mar.vi.

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