Trasporto pubblico: tagli insostenibili

TRASPORTI La mannaia dei tagli torna a incombere sui trasporti pubblici locali. Ad annunciare nuove riduzioni di risorse è stato il presidente della Regione Piemonte Roberto Cota, che martedì scorso ha incontrato i presidenti delle province e i sindaci dei Comuni con servizi di conurbazione. Per l’amministrazione braidese era presente il sindaco Bruna Sibille e per quella albese l’assessore Giovanni Bosticco. «Dopo aver con grande fatica impostato una riduzione del 15% dei costi», sottolinea il sindaco Sibille, «adesso, a seguito dei tagli nazionali e della non compartecipazione della Regione, si dovrebbe apportare una nuova riduzione del 24%. Si tratta di una situazione impossibile da sostenere, anche perché ci sono contratti già firmati con le società di autotrasporto ed è impossibile fare accettare riduzioni di questa portata, il che significherebbe dover rescindere gli accordi ed essere obbligati a pagare pesanti penali». La nuova e insostenibile riduzione ha lasciato stupiti gli amministratori braidesi, visto che il Comune di Bra nel novembre scorso aveva rinunciato al ricorso presentato al Tar del Piemonte nei confronti della Regione Piemonte per due delibere della Giunta regionale che un anno fa avevano già tagliato i fondi per il trasporto pubblico locale. La strada del ricorso al Tar era stata condivisa con i Comuni di Cuneo e di Alba, gli altri centri a cui fa capo una rete di trasporti definita “conurbazione”. Con due delibere approvate nel 2011 la giunta Cota aveva però previsto una riduzione del finanziamento, taglio che arrivava al 17% per il 2013 e 2014 (rispetto a quanto erogato nel 2010). Il timore dei Comuni era di non poter rispettare i pagamenti previsti dai contratti di appalto stipulati con le aziende di trasporto e quindi esporsi a cause e richieste di danni. Erano state quindi attivate delle trattative tra i legali della Regione e dei Comuni per arrivare a un accordo, con il quale il Comune accettava comunque un taglio dei finanziamenti, ma in forma meno pesante (3% per il 2011, 9% per il 2012 e 15% per il 2013, mentre la Regione si impegnava ad aumentare dell’1% quanto erogato l’anno precedente) e si impegnava a ritirare il ricorso al Tar. La notizia data dal presidente Cota rimette dunque tutto in discussione. «Una riduzione di questa portata non può più essere attuata “limando” un po’ di corse, ma vorrà dire avere difficoltà anche a garantire, ad esempio, il trasporto degli studenti. Non si dimentichi poi un altro aspetto: questo significherà la perdita di un consistente numero di posti di lavoro».

Diego Lanzardo

  CRITICHE BIPARTISAN «Tanto vale sopprimere il servizio»

Giovanni Bosticco. Nel commentare la situazione del sistema del trasporto pubblico regionale, la voce dell’assessore alla viabilità della Città di Alba, Giovanni Bosticco (centrosinistra), è densa di tensione e allarme: «Il taglio sarà pari a 127 milioni per il 2013, circa meno 24 per cento del totale dei finanziamenti ricevuti dal trasporto pubblico. Occorre una pressione forte su Roma. Tagli di questa portata sono insostenibili anche a causa dei costi fissi delle aziende, che hanno molta rigidità gestionale. Tanto vale decidere a livello centrale di sopprimere il servizio pubblico. Se si vuole una politica di ripresa i trasporti sono la linfa vitale anche per sostenere e favorire l’occupazione ». L’Assessore sintetizza la situazione con una metafora: «Ad un fisico impegnato in una corsa non si può di colpo sottrarre il 50 per cento del sangue. La situazione è drammatica, dobbiamo agire al più presto».

m.v.

Roberto Russo. Netta la presa di posizione anche del braidese Roberto Russo, assessore provinciale ai trasporti (centrodestra): «Riteniamo profondamente ingiusto e inaccettabile questo modo di operare da parte della Regione. È tempo di finirla con i tagli lineari. Siamo consapevoli che le risorse regionali sono scarse, ma è necessario studiare singolarmente situazione per situazione e rivedere nel complesso il sistema dei trasporti locali». Quella della provincia di Cuneo è poi una situazione particolare. «Per le caratteristiche territoriali della Granda, con molti piccoli centri in zona montane o collinari, il trasporto pubblico è fondamentale per permettere a tanti cittadini di usufruire di altri servizi. Ci batteremo quindi fino in fondo per tutelare i diritti dei cuneesi. La Regione ha il dovere di integrare un po’ le risorse. Abbiamo chiesto nuovi incontri per discutere la situazione».

d.l.

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