Week-end di coppia

L’Ufficio diocesano per la pastorale della famiglia ha programmato, da aprile a giugno, due percorsi diocesani di preparazione al Sacramento del matrimonio. Il primo itinerario propone due week-end presso la Casa diocesana di Altavilla. La seconda opzione è la proposta di otto incontri serali, il lunedì, presso la sede dell’Ufficio famiglia ad Alba.

Da alcuni anni l’Ufficio famiglia non ha più organizzato degli itinerari diocesani di preparazione al matrimonio nella propria sede di via Mandelli. Si è inteso infatti privilegiare, secondo le indicazioni dell’Ufficio nazionale, i cammini legati alle parrocchie e alla vicarie per un maggiore inserimento delle future coppie di sposi nella vita delle comunità parrocchiali. Questa esperienza è buona e sta crescendo sia a livello di proposta, sia di partecipazione. Mons. Vescovo incontra puntualmente le coppie di fidanzati nelle vicarie per incoraggiare e sostenere questo cammino.

Perché allora la progettazione di due corsi diocesani, dopo l’avvio degli itinerari vicariali? Il Vescovo, attraverso questa iniziativa, vuole venire incontro, con sensibilità pastorale, a quelle coppie di fidanzati che, per motivi di lavoro e per i frequenti spostamenti caratterizzati dal nuovo contesto sociale, non riescono a inserirsi nei corsi vicariali programmati, nella maggioranza delle proposte, il sabato e nel periodo invernale.

Offriamo questi cammini di preparazione al matrimonio in un contesto culturale dove la famiglia è spesso attaccata e insidiata dall’interno e dall’esterno, sorretti però dalla convinzione che la speranza sul futuro della famiglia e della società viene dall’amore di Dio che abita la casa. Senza amore la speranza viene meno; ma se si ha cura di farlo crescere nella famiglia si riprende a sperare a livello familiare e sociale. Anche recenti dati statistici italiani forniti dal prof. Pierpaolo Donati, ordinario di sociologia nell’Università di Bologna, ci incoraggiano in questa direzione: in Italia l’80 per cento dei giovani dichiara di preferire il matrimonio, civile o religioso. Del restante 20 per cento che opta per la convivenza, sembra che solo il 3 per cento consideri quest’ultima una scelta definitiva; l’altro 17 per cento la ritiene transitoria in attesa del matrimonio.

La proposta, secondo la fede ecclesiale, dei contenuti presenti negli itinerari di preparazione al matrimonio può talvolta incontrare l’accusa di conservatorismo. Sento di condividere a questo riguardo la risposta di mons. Vincenzo Paglia, arcivescovo presidente del Pontificio consiglio per la famiglia: «Sono accuse superficiali. Qui non si tratta di sostenere istituzioni superate, ma di pensare al futuro della stessa società umana. Semmai si potrebbe dire che siamo conservatori dell’avvenire, appunto, del futuro della società».

Nell’attesa di incontrare i fidanzati ai due appuntamenti diocesani, ringraziamo i sacerdoti, le coppie animatrici degli itinerari al matrimonio e quanti vorranno affiancarci su questi sentieri a servizio del Vangelo del matrimonio e della famiglia.

Don Franco Ciravegna, Ufficio famiglia

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