Il San Teobaldo torna ad Alba dopo 30 anni

Manca da trent’anni, sottratto in giorno imprecisato tra il gennaio e il 4 ottobre 1983 – data riportata in calce alla denuncia dei Carabinieri firmata dall’allora parroco del Duomo, don Valentino Vaccaneo – ma tornerà al suo posto nella cattredrale di San Lorenzo, ad Alba. Il busto reliquario di San Teobaldo Roggeri, la «perduta opera di oreficeria» eseguita tra il 1429 e la metà del secolo da un orafo piemontese è stato restituito, il 25 ottobre, all’Ambasciata d’Italia a Washington. Il ritorno nel possesso della Diocesi di Alba dovrebbe avvenire per la fine dell’anno. Prima d’allora la teca d’argento e d’oro che raffigura il Santo, patrono dei ciabattini e compatrono della città, sarà esposta in varie località degli Stati Uniti nell’ambito delle iniziative per l’Anno della cultura italiana.

L’operazione di recupero è partita un anno e mezzo fa, quando Gazzetta trovò sul sito Internet del Minneapolis institute of art, la scheda dell’opera, la quale alcuni mesi prima era stata uno dei pezzi forti di una mostra allestita dallo stesso Museo. Ma già nel 2004 il nostro giornale aveva riproposto con evidenza la sparizione del busto dalla cattedrale, nella quale era custodita e dove, almeno fino agli anni Settanta, veniva esposta su richiesta dei familiari di persone in fin di vita, perché al loro congiunto fosse concesso un trapasso sereno. Dall’uscita di Gazzetta, l’11 ottobre 2011, l’iniziativa passò ai Carabinieri. «Informai i colleghi del Nucleo tutela patrimonio artistico di Torino», dice il comandante della Compagnia albese, capitano Nicola Ricchiuti. I militari, coordinandosi conla Diocesi di Alba, fecero arrivare la segnalazione oltre oceano, dove opera un nucleo di specialisti dell’Arma. Passo dopo passo si è arrivati al sequestro dell’argenteo capo da parte «degli agenti del Department of homeland security» presso il Mia, che l’aveva acquisita nel 1983,come riporta il sito dell’Ambasciata italiana.

La sorte del busto reliquiario albese è caso tutt’altro che isolato: insieme a esso sono stati restituiti dagli Stati Uniti una pagina manoscritta del Messale del XV secolo di Ludovico da Romagnano, sottratta nel 1990 dagli archivi della curia di Torino,manufatti greci ed etruschi. Leda e il cigno, dipinto su rame del Cinquecento, l’anno scorso fu rimpatriato dopo essere stato aggiudicato in un’asta per oltre un milione e mezzo di dollari. Il busto di San Teobaldo nelle immagini appare completo della base di rame. Rimane da scoprire se all’interno esistono ancora le ossa del cranio per custodire le quali fu realizzato.

Paolo Rastelli

CRONOLOGIA

  • Circa 1100, 1° giugno: nascita di Teobaldo Roggeri a Vicoforte.
  • Circa 1112: Teobaldo si trasferì ad Albae iniziò il suo apprendistato come ciabattino; qualche anno dopo partì in pellegrinaggioper San Giacomo di Compostella. Al ritorno dedicò la propria vita al servizio dei poverie come sagrestano in San Lorenzo.
  • Circa 1150: morte di Teobaldo e sepoltura in un roveto tra la chiesa di San Silvestro (non più esistente, oggi piazza Rossetti) e la cattedrale.
  • 1285: prima redazione del Rotulo di San Teobaldo, in seguito ampliato e riscritto fino al 1456.
  • 1429, notte tra il 31 gennaio e il 1° febbraio: il vescovo Alerino Rembaudi «ritrova» le spoglie di Teobaldo e le fa traslare in Duomo. A quel periodo risale il busto reliquiario, contenente il cranio, e l’epigrafe murata nella parete destra della cappella dedicata al Santo. Al Quattrocento risale anche la tradizione di celebrare la festa del Santo e di esporre la teca in occasione di calamità o solennità, come la visita di personaggi importanti.
  • 1516, il vescovo Andrea Novelli, nell’ambito dei lavori di rifacimento del Duomo, commissiona l’arca che contiene le ossa di Teobaldo.
  • 1626, Passoni scrive una vita di Teobaldo.
  • 1711, da quella data si registra l’arrivo da Vicoforte, ogni 25 anni, di una processione solenne, tradizione mantenuta fino agli anni Sessanta.
  • 1786, il barone Giuseppe Vernazza dà alle stampe la vita del Santo.
  • 1841, 24-27 luglio: grandi festeggiamenti ad Alba per la canonizzazione di Teobaldo, avvenuta su richiesta del vescovo Costanzo Michele Fea.
  • 1934, realizzazione della Statua lignea di San Teobaldo commissionata dal vescovo mons. Luigi Maria Grassi.
  • 1947-53, Vittorio Riolfo pubblica sotto lo pseudonimo di cittadino Masferrer le celebri lettere a Teobaldo sul “Corriere albese”.
  • 1952, ultima ristampa della biografia scritta da Vernazza.
  • 1971, 16 maggio: la “Famija albèisa” redige la scheda descrittiva del reliquiario corredata da una foto di Antonio Buccolo.
  • 1983, 4 ottobre: il parroco del Duomo, don Valentino, presenta ai Carabinieri di Alba la denuncia del furto del reliquiario.
  • 2001, della teca e della sua scomparsa si torna a parlare in occasione della mostra allestita dalla fondazione “Ferrero” Macrino d’Alba, protagonista del Rinascimento piemontese.
  • 2004, 30 marzo: Gazzetta d’Alba ritorna sulla sparizione del reliquiario.
  • 2011, 11 ottobre: Gazzetta pubblica la notizia che la testa del Santo è esposta in un museo di Minneapolis, negli Stati Uniti.
La cappella di San Teobaldo con, a destra, la statua lignea
commissionata nel 1934 dal vescovo di Alba mons. Luigi Maria
Grassi
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