Ponzio: «Cirio non c’entra con i fatti del 2003»

ALBA. Un avviso di garanzia dalla Procura di Novara. Non minimizza Alberto Cirio, assessore regionale con delega a istruzione, sport e turismo, ma si dichiara sereno: «Era un atto dovuto per l’acquisizione dei documenti. Gli atti all’esame dell’indagine risalgono al 2003, quando non ero in Regione. La mia estraneità è evidente». L’inchiesta è quella che a inizio febbraio ha portato alle dimissioni dell’assessore regionale allo sviluppo Massimo Giordano (Lega Nord), già primo cittadino di Novara, finito sotto la lente della Procura per corruzione e abuso d’ufficio. Gli inquirenti sospettano presunti scambi di favori tra il mondo della politica e quello dell’imprenditoria novarese.

L’avviso di garanzia a Cirio si configura come un «mero atto dovuto», conseguenza dell’acquisizione da parte degli inquirenti di una corposa documentazione. A sostenere con decisione l’estraneità dell’assessore Cirio dalla vicenda è innanzitutto il suo legale, l’avv. Roberto Ponzio: «Cirio è assessore dal 2010, mentre il finanziamento in questione risale al 2003 e costituisce solo uno degli svariati filoni di indagine che riguardano altri soggetti. È compito dell’Assessore impartire indirizzi politici, mentre gli atti amministrativi sono di competenza dei funzionari che li sottoscrivono nel rispetto della legge, trattandosi di persone di comprovata onestà e competenza. Con illimitata fiducia attendiamo le conclusioni degli inquirenti, che sicuramente accerteranno l’estraneità ai fatti di Cirio, che di quella procedura nulla sapeva avendone preso contezza solo a seguito di queste indagini».

Alla notizia Cirio ha incassato il sostegno pubblico dei senatori del suo partito, dall’ex governatore del Piemonte Enzo Ghigo al coordinatore regionale Pdl Enrico Costa, pronti a ribadire la correttezza dell’operato del politico albese.
ro.bu.

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