Sindaci alla carica su Torino

REPORTAGE Sul pullman verso Torino l’umore degli amministratori comunali varia, ma i discorsi vertono su un unico punto: lo spauracchio del dissesto finanziario dietro l’angolo e il ruolo periferico degli enti locali costretti a far fronte alle sempre più insistenti proteste da parte di una cittadinanza stretta tra tasse e servizi carenti. Il mezzo è diretto al palazzo della Provincia di Torino dove i sindaci di Langhe e Roero si uniranno a un’assemblea e quindi a una manifestazione di protesta contro i tagli della Regione ai trasporti pubblici. Pochi giorni prima l’assessore regionale ai trasporti Barbara Bonino ha annunciato che nemmeno il Fondo per le aree sottoutilizzate sarà sufficiente a reggere il comparto del trasporto pubblico locale.

La soluzione? Un taglio lineare previsto per il mese di giugno del 50 per cento sui trasporti su gomma e del 34 per cento su rotaia. Alla notizia gli enti locali hanno reagito, invitati dall’Associazione nazionale Comuni italiani, con la giornata di protesta.

Ma non tutti sul pullman sono contenti di manifestare: tra questi però c’è chi ammette l’unico modo per farsi ascoltare. A partire da Alba sono non più di 15 persone, tra cui l’assessore albese Giovanni Bosticco in vece del sindaco Maurizio Marello, il sindaco di Bra Bruna Sibille e altri sindaci, tra cui quelli di Priocca, Racconigi, Levice e Santa Vittoria. A questi si è aggiunto anche l’assessore provinciale ai trasporti Roberto Russo. Si arriva al palazzo della Provincia alle 10 e mezzo: decine di pullman con un cartello appiccicato sulle fiancate che recita «Cota… giù le mani dai trasporti pubblici» parcheggiano davanti all’ingresso e uomini e donne con fascia tricolore si aggiungono a quelli già presenti in una sala colma.

C’è chi parla di oltre 500 Comuni presenti. Poi prendono la parola i relatori, tra i quali il presidente della Provincia di Torino Antonio Saitta e il sindaco della città Piero Fassino. «Ci rendiamo conto della situazione economica, ma non possiamo impedire ai pendolari di lavorare e agli studenti di studiare », interviene Saitta. «Il Piemonte è l’unica regione che opta per tagli del genere, mentre altre usano il fondo perequativo in aggiunta al fondo nazionale. Perché qui no?».

Fassino invece insiste sul ruolo dei Comuni: «La condizione finanziaria degli enti locali è arrivata a un punto limite: sono anni che stiamo perseguendo un contenimento sulla base delle casse degli enti locali. Ma la spesa dei Comuni è il 40 per cento della spesa nazionale, perciò non si può tagliare il 100% di questa voce, lo capirebbe anche un bambino. Welfare, cultura, sanità: ci troveremo a tagliare tutti i servizi. Senza contare che la crisi porta un aumento di mobilità locale e sostenibilità della stessa: invece di tagliare dovremmo investire».

E ciò che sostiene un dirigente della Gtt (Gruppo trasporti Torino), che parla di un aumento della domanda del 15 per cento: «Dovremo tagliare una linea su tre. Come si fa? Io chiedo alla Regione – e a un Governo di cui si sente la mancanza – un orizzonte industriale che premi le realtà che funzionano. È chiedere troppo?». Finita la convocazione in Provincia la carovana di pullman raggiunge piazza Castello. Dopo due ore di riunione a porte chiuse tra sindaci e Regione – presente anche il governatore Roberto Cota – si arriva a una conclusione che apre ben pochi spiragli. «A detta della Regione», commenta all’uscita Giovanni Bosticco, «il Piemonte è già una realtà più fortunata di altre. Ci dovremo accontentare dei finanziamenti statali (485 milioni di euro al Piemonte, nda) a disposizione e rendere al massimo con quella cifra. Inoltre ci è stato proposto un calendario di incontri. Il futuro non è roseo ma si cercherà di ricavare qualche risorsa in più dai fondi perequativi». Anche Russo è speranzoso: «Quello che c’è di positivo è che ci è stata presentata una proposta di dialogo, cosa che prima non c’era. Barbara Bonino ha parlato di svincolare le risorse del Fondo unico per la Provincia, che fino a ora era vincolato a voci specifiche. Dopo di ché vedremo se i trasporti saranno tra le priorità».

A giudicare dal fatto che Cuneo gestisce due milioni e mezzo di chilometri percorsi all’anno e Alba-Bra 900 mila si è portati a dire di sì. Intanto i sindaci rientrano con la convinzione di aver reso all’assessore Bonino un quadro più chiaro della situazione.

Maurizio Bongioanni

IL GOVERNATORE «Sono con voi, ma il sistema è drogato»

«Abbiamo spiegato la situazione ai sindaci e alle Province e invitato ad avere gli obiettivi giusti perché siamo tutti nella stessa barca». Lo ha detto il presidente della Regione, Roberto Cota, dopo l’incontro con gli amministratori locali. «Il Governo ha dato al Piemonte per il trasporto pubblico locale 485 milioni di euro rispetto ai 605 dell’anno scorso. Sono le risorse a disposizione, sono insufficienti e devono essere aumentate. Fa parte delle richieste a questo Governo e a qualunque Governo ci sarà. L’obiettivo è comunque l’autosufficienza dei trasporti. Sono con voi, a patto che ognuno si assuma le proprie responsabilità e si entri nel merito della sostenibilità del sistema trasporti. Lo scopo della manifestazione, la Regione e il sottoscritto, era profondamente sbagliato: il Piemonte, rispetto alle altre Regioni, è mai stato capace di costruire un sistema di trasporti che fosse autosufficiente con i fondi previsti. Per anni si è drogato il sistema, alimentando anche situazioni di inefficienza e spreco con i soldi dei piemontesi. Oggi questo non può più essere fatto. Dobbiamo arrivare, con il contributo e l’impegno di tutti gli enti locali, a un’autosufficienza sui trasporti. Abbiamo deciso di istituire un tavolo che affronti il tema e ascolti le ragioni di tutti».

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