AMIANTO: rimosso l’equivalente di uno stadio

AMBIENTE Nuova tornata di finanziamenti comunali per eliminare l’amianto dagli edifici. Lo ha deciso la Giunta braidese nei giorni scorsi, affidando l’incarico all’Ufficio ambiente di predisporre il bando per l’assegnazione di incentivi a fondo perduto.

La stessa iniziativa negli anni precedenti ha garantito risultati rilevanti a favore della tutela della salute. L’amianto rimosso nel corso del 2012 grazie agli incentivi è pari a 118.600 kg, equivalenti a 7.008 metri quadrati, che corrispondono a una superficie superiore a quella di un campo da calcio. Inoltre altri 9.450 chilogrammi (pari a 480 metri quadrati) sono stati mandati in discarica (senza assegnazione di contributi) a seguito di ordinanza del sindaco.

Nel 2011 si era raggiunto addirittura un totale di 228.673 chilogrammi di lastre di fibrocemento rimosse per una superficie di circa 15.000 metri quadrati, tra gli interventi incentivati economicamente e quelli eseguiti su ordinanza del sindaco nell’interesse della salute pubblica. Anche nel 2013 i privati che decideranno di smaltire manufatti contenenti amianto riceveranno un aiuto economico basato o su una quota fissa o sulla quantità di materiale rimosso.

La quota fissa è di 200 euro per chi elimina lastre di eternit per una superficie inferiore o pari a 50 metri quadrati. Tra 50 e 100 metri quadrati saranno pagati 4 euro a metro, mentre per le superfici superiori i richiedenti riceveranno 3 euro a metro.

Per il materiale friabile sono previsti 200 euro fino a 850 chili, 0,24 euro al chilo per un peso compreso tra 850 e 1.650 chili e 0,18 euro oltre i 1.650 chili. In ogni caso il limite massimo del contributo è fissato in 1.300 euro. Il termine per la presentazione delle domande è fissato al 31 dicembre e la somma totale messa a disposizione dal Comune è di 10.000 euro.

Nel 2009 l’Amministrazione civica, attraverso un censimento, aveva invitato i cittadini, proprietari di immobili nei quali era presente amianto, a dichiararlo.

Dice il vicesindaco e assessore all’ambiente Marcello Lusso: «Si tratta di un’operazione dalla forte valenza ambientale, ma anche di un significativo incentivo a un settore, quale quello dell’edilizia, che sta attraversando una forte crisi, ma che costituisce un elemento trainante per tutta l’economia. Sarebbe bene che questa iniziativa fosse adottata a livello nazionale». L’amianto, quando si sfalda, è estremamente pericoloso perché può causare il mesotelioma e altre patologie mortali. In Italia dal 1992 vige il divieto di utilizzare materiali contenenti fibre di amianto.

Diego Lanzardo

È nato Liberi dall’amianto

In occasione della giornata mondiale dedicata alla sicurezza sul lavoro e alle vittime dell’amianto, celebrata il 28 aprile, i firmatari del protocollo “Liberi dall’amianto” sono scesi nelle principali piazze di 14 città italiane (tra cui Casale Monferrato) che, più di altre, convivono con le problematiche legate all’esposizione, all’utilizzo e allo smaltimento dell’amianto e che registrano un alto numero di vittime. Con il protocollo “Liberi dall’amianto”, per la prima volta, le associazioni delle vittime dell’amianto e i maggiori sindacati si sono “alleati” per promuovere l’informazione e a sostegno della ricerca per la prevenzione e la cura delle malattie asbesto-correlate.

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