Nicola Gratteri e le collusioni pericolose tra ’ndrangheta e società

Da sinistra: Antonio Nicaso e Nicola Gratteri

Il procuratore aggiunto di Reggio Calabria, Nicola Gratteri, e lo storico di organizzazioni criminali e docente universitario in Canada e Stati Uniti, Antonio Nicaso, saranno ad Alba giovedì 9 maggio, alle 21, in sala Beppe Fenoglio, per parlare di Collusioni pericolose: rapporti infetti tra ’ndrangheta, politica, economia ed editoria. L’impegno di Gratteri e Nicaso nella lotta all’illegalità è costante da trent’anni: entrambi associano al lavoro, come magistrato l’uno, come giornalista e studioso l’altro, l’attività di scrittori (La malapianta, Fratelli di sangue, La giustizia è una cosa seria, Dire e non dire). Sotto scorta da oltre vent’anni, Nicola Gratteri ha inferto numerosi colpi all’organizzazione calabrese.

In Piemonte sono stati arrestati alcuni capi della ’ndrangheta: perché si nascondono spesso al Nord?

«Al Nord, da tempo, hanno basi molto solide. In Lombardia, Liguria e Piemonte hanno messo radici da oltre 40 anni. La ’ndrangheta ha riprodotto il suo modello organizzativo, infiltrandosi anche nelle istituzioni,come hanno dimostrato tantissime indagini».

Da sinistra: Antonio Nicaso e Nicola Gratteri

La politica sottovaluta il fenomeno o lo nasconde?

«Il fenomeno, come sottolinea spesso Nicaso, è stato colpevolmente sottovalutato. In alcuni casi per interesse, in altri per semplice marketing territoriale. Ha fatto comodo a molti sostenere che la ’ndrangheta non si fosse radicata nelle regioni del Centro-nord. Ormai, a buona ragione, si può parlare di colonizzazione di molte fette di territorio».

Quando avvia un’indagine che si dirama in altre regioni o in altri Stati quanto sostegno riceve dalla magistratura locale?

«In Italia, c’è un buon livello di cooperazione tra Procure distrettuali. Siamo riusciti a fare molte cose. L’attenzione adesso si concentra sull’Europa, dove bisogna fare molto di più in termini di cooperazione e riforme normative».

Ha svolto indagini anche su persone a lei conosciute. La conoscenza del tessuto sociale calabrese l’hanno agevolata od ostacolata nel suo lavoro?

«Mi è capitato spesso. Ho indagato e fatto condannare alcuni miei compagni di scuola e di giochi. L’ultimo, in ordine di tempo, l’ho incontrato in Florida: aveva partecipato a un grosso traffico di cocaina. Quando l’ho conosciuto era un ragazzo dolcissimo, più volte abbiamo giocato assieme. Viveva a pochi passi da casa mia». Gratteri e Nicaso saranno ospiti di una conferenza al centro Giovanni Arpino di Bra, alle 15.30 di venerdì 10 maggio.

v.p.

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