Per 15 è POSTO FISSO

SOMMARIVA PERNO Uno stabilimento, quello sommarivese del gruppo Oerlikon-Graziano, che sta uscendo dal periodo di crisi, coinciso con ampi periodi di cassa integrazione di buona parte delle maestranze, a tal punto da inserire nel proprio organico ben 15 dipendenti, con contratto di somministrazione. Spiega Angelo Mangino (della Fim Cisl): «Pochi giorni prima della festa del lavoro, il 1° maggio, la direzione aveva comunicato alle Rsu l’intenzione di inserire altri 50 lavoratori, con contratto di somministrazione, nelle sue unità produttive di Sommariva Perno, Cervere e Rivoli, nel torinese».
A partire dall’inizio dell’anno, sono ormai 65 i lavoratori stabilizzati (il dato è riferito a fine aprile) negli stabilimenti piemontesi del gruppo Oerlikon-Graziano che conta una forza lavoro di circa 1.350 addetti, così suddivisi: 250 operatori a Sommariva Perno, 200 a Cervere e 900 a Rivoli. Aggiunge Angelo Mangino: «Finalmente qualche notizia positiva per l’occupazione in questo gruppo, in controtendenza con la crisi economica e industriale che investe il Paese».

Concorda con il collega anche Pina Mosca (della Fiom Cgil) che ha sempre seguito gli sviluppi delle alterne vicende del gruppo: «Dopo un periodo abbastanza critico (nel 2010) nel quale si era anche affrontata la questione degli esuberi, con il prepensionamento di alcuni dipendenti, adesso lo stabilimento – che produce ingranaggi – può contare su una significativa quantità di ordini, tali da indurre la direzione, non solo ad assumere dei lavoratori somministrati (ovvero interinali)ma anche a far svolgere dalle maestranze, qualche ora di straordinario». Continua Mangino: «I dirigenti aziendali hanno spiegato che alla base del consolidamento occupazionale, c’è un positivo incremento degli ordini e dei volumi per i prossimi mesi, che ci auguriamo possano consolidarsi nel resto del 2013 e aprire una nuova fase di sviluppo». Commentano, dalla dirigenza dell’azienda: «La Oerlikon-Graziano negli ultimi anni ha affrontato un processo di riorganizzazione e ristrutturazione dei siti produttivi in Italia, siglando accordi sindacali tali che hanno permesso di non perdere alcun posto di lavoro, riducendo in questo modo al minimo l’impatto sociale, in forza del senso di responsabilità dell’impresa, che cerca sempre la continuità produttiva e occupazionale ». Conclude Mangino: «La Fim Cisl apprezza molto la scelta aziendale di dare corso alla stabilizzazione – ben prima delle scadenze di legge e di contratto – di tutti coloro che erano in regime di “somministrazione” e impegna la società a proseguire nel consolidamento dell’occupazione».

Valter Manzone

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