Dal Ministro per il tribunale

Tribunale di Alba (foto Marcato)

ALBA Dalle Langhe a Roma: 650 chilometri per salvare il tribunale. È questo il compito che l’onorevole Mariano Rabino, deputato albese per Scelta civica, e Maurizio Marello, sindaco di Alba, dovranno svolgere. Insieme con una rappresentanza albese, incontreranno mercoledì 12 giugno il ministro della giustizia Annamaria Cancellieri. Obiettivo: sostenere tesi tanto valide da dimostrare l’indispensabilità dell’edificio giudiziario albese e convincere gli alti vertici del Governo a rivalutare la riforma della geografia giudiziaria, che prevede la soppressione di 31 tribunali, 31 procure, 220 sezioni distaccate di tribunale e 667 uffici del giudice di pace in tutta Italia.

Abbiamo parlato con l’onorevole Mariano Rabino per conoscere nei dettagli la situazione del Tribunale di Alba.

Rabino, come si pone di fronte alla riforma della geografia giudiziaria?

«Riconosco la bontà della riforma introdotta dal precedente Governo: è utile puntare alla razionalizzazione dei cosiddetti “tribunalini”. Ma si dà il caso che il disegno di legge produca criticità e conseguenze negative per Alba, il cui tribunale è stato riconosciuto in passato per la sua funzionalità ed efficienza».

Come si prospetta l’incontro col Ministro della giustizia?

«Si era proposto nei mesi scorsi, a fine marzo, il disegno di legge: questo prevede il rimando di dodici mesi della nuova disposizione dei tribunali e degli uffici giudiziari; in questo modo per il nuovo Governo e il nuovo Parlamento sarebbe più semplice ridefinire la razionalizzazione delle sedi giudiziarie. In altre parole, se il ddl 134 fosse accolto, il Tribunale albese, una delle otto sedi d’eccezione della Penisola, avrebbe maggiori speranze di sopravvivenza (in quanto la seconda in tutta la Provincia). Ma l’idea di proroga è già tramontata: la scorsa settimana il ministro Cancellieri in seguito a pressioni di alcuni gruppi parlamentari, ha espresso disappunto nei confronti della proposta di rimando, evidenziando i danni che il rinvio infliggerebbe al funzionamento della giustizia italiana. Si è comunque dichiarata aperta a eventuali correzioni».

Come dimostrerete l’importanza del Tribunale di Alba?

«Il nostro discorso orbita attorno a dati statistici molto significativi. Innanzitutto in provincia di Cuneo tre tribunali su quattro verrebbero aboliti: significa che il 10 per cento dei tribunali da sopprimere secondo la riforma si trova nella Granda: la provincia di Cuneo ha la stessa popolazione di Liguria, Molise e Basilicata; queste regioni avrebbero il doppio dei tribunali rispetto alla nostra provincia: i numeri parlano chiaro. In secondo luogo, allargando la visuale, in Piemonte verrebbero eliminati 7 tribunali, ovvero il 25 per cento del totale. Renderemo poi noto che il Tribunale albese non costituisce un costo, bensì un reddito per il territorio circostante ».

mar.vi

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