Pace e lavoro: strade su cui impegnarsi

«Pace e lavoro. Queste le due strade su cui dobbiamo muoverci, continuare ad impegnarci con lo stile della determinazione, con lo stile della denuncia, della testimonianza, della coerenza di vita. Non con lo stile della violenza. Questo deve caratterizzare il nostro cammino». È quanto ha affermato il sindaco di Alba Maurizio Marello domenica 2 giugno in piazza Duomo, durante la seconda edizione della Festa della Repubblica Italiana che ripudia la guerra.  La festa è partita dal centro giovani H–zone con un corteo che ha attraversato piazza Cristo Re, corso Langhe, piazza Savona, via Maestra, fino ad arrivare in piazza Duomo.

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«Festeggiare la Repubblica – ha spiegato il sindaco – significa festeggiare la nostra Costituzione, il nostro patto di civiltà. L’articolo 11 basato sulla pace come non violenza, come stile di vita, come modo di rapportarsi all’altro. La pace come qualcosa che va costruito giorno dopo giorno. Purtroppo, in questo anno abbiamo assistito a tanti focolai di guerra a livello internazionale. Purtroppo assistiamo a un crescere di violenza anche nel nostro paese. Violenza sulle donne, nelle famiglie, violenza nelle città ma anche violenza verbale. Questo ci deve far riflettere. Festeggiare la Repubblica significa impegnarsi ad eliminare ogni forma di violenza anche quella verbale perché i nostri padri costituenti, che venivano da un ventennio di oppressione e da culture politiche molto diverse, si sono ritrovati a scrivere la Costituzione in un clima di confronto profondo, sereno, mai violento e noi abbiamo bisogno di ripristinare quel clima nel nostro paese perché altrimenti, in una situazione così difficile, scherziamo col fuoco».

Il sindaco si è soffermato poi sull’articolo 1 della Costituzione: L’Italia è una Repubblica democratica fondata sul lavoro. «Il lavoro – ha spiegato Maurizio Marello – è un’emergenza che questo paese sta conoscendo in modo molto forte. Nella nostra provincia la disoccupazione ha toccato il 6%, il 21% tra i giovani e anche nella nostra città questo problema si sta facendo sentire. I padri costituenti hanno trattato il tema del lavoro nel modo più alto possibile, hanno fondato la Repubblica sul lavoro, non semplicemente su diritto al lavoro. L’articolo 1 è il primo dei dodici che sanciscono i principi fondamentali su cui si fonda la Repubblica: pace, uguaglianza, laicità dello Stato, tutela delle minoranze linguistiche, inviolabilità dei diritti. Sono principi che danno dignità a ogni cittadino, sono principi su cui si fonda il nostro stare insieme. Quindi, non possiamo fare finta che l’articolo 1 sia stato archiviato dalla nostra Costituzione. È il primo ed è il più importante. È nell’agenda politica di tutti, a tutti i livelli, da quelli amministrativi fino a quelli più alti. Il tema del lavoro deve essere al centro altrimenti scricchiola la nostra Repubblica, la dignità dei cittadini, la dignità dei fuori usciti dal mondo del lavoro e di quei tanti giovani che non riescono a entrarvi, scricchiola la nostra comunità, il nostro stare insieme».

«Oggi – ha concluso il sindaco Marello – abbiamo festeggiato il 2 giugno in un clima di festa profonda che deve aiutarci a trovare un po’ di fiducia che viene soltanto dallo stare insieme». Alla manifestazione è intervenuto anche l’assessore all’Ufficio della Pace e vicesindaco Leopoldo Foglino accanto agli assessori Massimo Scavino e Giovanni Bosticco. La signora Maria Chiara Tropea ha letto il documento delle “Donne in nero”, una delle associazioni che compongono l’Ufficio della Pace e la piccola Destiny una poesia per la pace.  Dopo la cerimonia la musica dei “Sui generis” di Torino, dei “Beth and breakfast” di Alba e l’animazione dell’Associazione “Il Ciabotto”.

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