Approvato un Prg più ristretto

Bra panorama

URBANISTICA Piano regolatore atto ultimo. A dieci anni esatti al conferimento del primo incarico al pool di professionisti che hanno redatto il Prg, giovedì sera il Consiglio comunale ha approvato il definitivo passaggio del documento urbanistico che disegna la Bra dei prossimi anni. Si tratta delle controdeduzioni alle osservazioni fatte dalla Regione.

In linea generale si può dire che il parere di Torino sul lavoro braidese sia stato ampiamente positivo. L’unica pecca individuata dai tecnici regionali – o meglio, quella di maggiore impatto sulla struttura del documento – è stato un “eccessivo dimensionamento”, specie nella fascia che da Pollenzo va fino a San Giovanni Lontano e nella parte collinare e rurale.

Un’indicazione motivata dalla vicinanza di quella zona all’area soggetta al Piano paesistico.

Di fronte a questo rilievo la scelta dell’Amministrazione braidese è stata duplice: da un lato, sotto il profilo degli insediamenti abitativi, si è optato per una riduzione pari al 15% rispetto alle previsioni originali, con il conseguente ritorno delle aree interessate a una destinazione agricola. Ciò si traduce in una riduzione di circa 750 abitanti previsti a regime, per un complesso di 36.000 circa a piano interamente attuato (prima sfioravano le 37 mila unità).

Dall’altro lato, invece, l’Amministrazione ha scelto di mantenere invariata l’indicazione delle nuove aree produttive. In un lungo e articolato intervento il sindaco Bruna Sibille ha spiegato questa scelta, sottolineando come il 75% dei terreni destinati a ospitare le nuove aree produttive siano oggi già impegnati. Addirittura il 50% delle aree è già occupato dalle aziende, che spesso utilizzano questi terreni come depositi. «Il consumo del territorio è quindi estremamente ridotto».

«D’altro canto», ha proseguito la Sibille, «questo Piano regolatore rappresenta un punto di svolta rispetto alle programmazioni urbanistiche del passato. Ci fornisce gli strumenti con cui fornire risposte celeri alle esigenze dei cittadini, ma nello stesso tempo va a tutelare il nostro territorio». Sotto questo profilo il primo cittadino ha voluto sottolineare come il documento, frutto di un intenso lavoro che ha visto la stretta collaborazione di maggioranza e opposizione, dedichi attenzione particolare al settore primario («cercando di evitare interferenze tra residenziale e aree agricole e valorizzando le eccellenze della nostra agricoltura») e limiti gli interventi nella parte collinare.

Ora la palla torna ancora una volta alla Regione per un ultimo esame prima della pubblicazione sul bollettino ufficiale.

La delibera è passata con voto unanime. In tutti i consiglieri era chiaramente avvertibile la soddisfazione per un documento moderno e attento alle reali esigenze dei cittadini e delle aziende, «che non porterà colate di cemento in città». Dai banchi dell’opposizione è venuto però un monito: «Speriamo che la Regione sia celere nell’esaminare il documento e soprattutto che non abusi del suo potere di variare il piano ex officio, vanificando il lavoro fatto negli anni in commissione».

Roberto Buffa

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