Borghi in pietra da riscoprire

ALTA LANGA Nel segno della pietra. Quella medievale del borgo attorno al castello di Prunetto; quella che negli ultimi decenni ha caratterizzato le ristrutturazioni nel centro storico di Bergolo, o quella dell’architettura rurale delle borgate Lunetta di Mombarcaro e Cavallini di Paroldo.

Ci sono queste quattro realtà dell’alta Langa nella rete Bel andè/bel anar, progetto di salvaguardia dell’architettura e della cultura rurale di colline e montagne cuneesi presentato la scorsa settimana in Provincia dagli assessori a cultura e turismo Licia Viscusi e Pietro Blengini.

Il progetto, finanziato dalla fondazione Cassa di risparmio di Cuneo con 90 mila euro suddivisi in tre anni, coinvolge in totale 25 Comuni della Granda (Bergolo, Prunetto, Mombarcaro, Paroldo, Nucetto, Bagnasco, Caprauna, Ormea, Frabosa Sottana, Frabosa Soprana, Vernante, Entracque, Valdieri, Vinadio, Argentera, Pietraporzio, Marmora, Monterosso Grana, Castelmagno, Acceglio, Elva, Casteldelfino, Sampeyre, Sanfront, Pradleves) e le Atl di Cuneo e Alba.

In ciascun Comune è stata individuata una borgata in cui rimangono testimonianze del paesaggio architettonico tradizionale (edifici pubblici e privati, in parte già oggetto di recupero e di valorizzazione). Intorno a questi beni, individuati come punti di riferimento dell’itinerario che si andrà a costruire, si prevede la messa in rete di tutte le risorse presenti (attività e produzioni tipiche, ricchezze naturalistiche ed ecomusei, testimonianza dell’arte e del lavoro, musei e beni etnografici).

c.o.

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