Asini al Palio? Gli animalisti protestano

ALBA Dopo l’incidente mortale a un cavallo del Palio di Asti, la scorsa domenica, torna a sollevarsi la voce degli animalisti e  la richiesta di un Palio di Alba senza asini. Sulla pagina Facebook Asino del Palio di Alba è partita ieri la petizione che punta a raccogliere 1.000 consensi perché «nessun animale muoia durante una corsa ridicola e al solo fine di far divertire e ridere il pubblico pagante» e per far continuare «la tradizione del palio senza l’utilizzo di asini e di nessun altro tipo di animale, proponendo quindi di prendere ad esempio numerose altre città che hanno già organizzato gare alternative i cui unici partecipanti sono esseri umani».

Dall’Ente fiera e dalla Giostra, organizzatori del Palio in programma domenica 6 ottobre, rassicurano gli amici degli animali e indicano la sempre crescente sensibilità al benessere degli animali. «Non siamo contrari – ha dichiarato il presidente dell’Ente fiera Antonio Degiacomi – a coinvolgere una rappresentanza delle associazioni animaliste nella verifica di quanto facciamo con molta cura ed attenzione».

Per il 2013, poi, la manifestazione è spostata a Piazza Medford, in modo da poter avere spazi più ampi che migliorano la sicurezza dei figuranti, degli animali e degli spettatori.

«La corsa degli asini si svolge dal 1967 nel massimo rispetto delle norme vigenti e non ci sono mai stati incidenti, sull’immancabile agonismo prevale l’aspetto giocoso e burlesco» spiega Degiacomi.

  • L’allineamento alla partenza non utilizza il canapone, la grossa fune che può costituire intralcio e pericolo.
  • Gli asini gareggiano senza morso.
  • È proibito, pena la squalifica, tirare o colpire l’asino con manate o con le briglie.
  • La pista è ricoperta di segatura e protetta ai lati da balle di paglia.
  • Sovrintendono al Palio fin dal sorteggio della mattina i veterinari dell’Asl che sorvegliano, tra l’altro, che non avvengano maltrattamenti e che siano somministrati acqua e cibo.
  • Inoltre la sorveglianza è attivata anche dagli organizzatori stessi, assistiti da un veterinario ippiatra che visita gli asini e accerta che abbiano i microchip a norma.

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