Alba ha tagliato tre milioni di spesa

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FINANZE Tre milioni di euro. È quanto il Comune di Alba è riuscito a risparmiare negli ultimi quattro anni «attaccando», come dice il sindaco Maurizio Marello, la spesa pubblica. Nel gergo attaccare significa spendere nel migliore dei modi una quantità di denaro inferiore. «Visto il protrarsi della crisi e la costante diminuzione dei trasferimenti statali – scesi di circa 4 milioni di euro nel quadriennio 2010-2013 –­ridurre la spesa pubblica è diventato un obbligo, pena il taglio dei servizi comunali, tra cui quelli socio-assistenziali, scolastici e culturali», ha affermato il Sindaco. L’Amministrazione ha avviato la propria spending review (revisione della spesa) dai mutui – circa 10 milioni di euro –­che sono stati estinti anticipatamente, «con un risparmio di 1,1 milioni, pari all’importo degli interessi che si sarebbero dovuti pagare», ha spiegato Marello.

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All’austerity albese ha contribuito anche lo Stato, che ha imposto il blocco quasi totale delle assunzioni. «Potendo assumere una sola persona ogni cinque andate in pensione l’organico è sceso di una ventina di persone (passando dalle 230 del 2009 agli attuali 208), determinando una riduzione della spesa di 700 mila euro». Altri 1,2 milioni di euro sono stati recuperati con il contenimento delle spese di rappresentanza, la rinuncia a un terzo dei compensi operata dagli amministratori e la riduzione di quelli spettanti ai rappresentanti comunali presso le società partecipate, la diminuzione delle consulenze esterne e la riorganizzazione degli uffici comunali.

«Il trasferimento dell’Informagiovani all’H Zone e dei Servizi sociali in via Govone ha consentito di spostare in municipio gli uffici della Ripartizione urbanistica e l’Ufficio ambiente, prima collocati in via Manzoni, dove ora si insedierà il Consorzio socio-assistenziale. Considerando le minori spese di riscaldamento e illuminazione, si otterrà un risparmio di 50 mila euro», ha proseguito il Sindaco.

Le operazioni virtuose descritte fin qui, però, non sono bastate per colmare il vuoto lasciato dallo Stato. L’Esecutivo di Maurizio Marello ha infatti dovuto ricorrere alla leva fiscale, incrementando l’addizionale Irpef a scaglioni fino a un massimo dello 0,6 per cento e l’aliquota Imu per gli immobili diversi dalla prima casa all’8,1 per mille. L’aumento ha fruttato un maggior gettito di 1,2 milioni di euro. Marello: «Avremmo volentieri fatto a meno di questi rincari. Nonostante ciò, Alba, insieme a Saluzzo, resta la città cuneese con la pressione fiscale inferiore».

Enrico Fonte

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