Alba spera nella rinascita della Barbero

ALBA  Se si pensa alla rinascita di un’azienda ad Alba il pensiero va allo stabilimento dolciario della Barbero. Dopo i problemi igienico-sanitari e il fallimento, la fabbrica famosa per i suoi grissini ha chiuso i battenti il 17 giugno di quest’anno. Da quel momento 96 dipendenti sono senza lavoro, ma la Nuova Unibread di Reggio Emilia, azienda che da oltre 20 anni produce derivati del pane e prodotti da forno, sta cercando di ricominciare, portando avanti l’attività.
stabilimento Barbero Alba

A luglio l’azienda emiliana ha avanzato un “impegno all’acquisto” attraverso un’asta in Tribunale, con la promessa di far ripartire la produzione nel mese di settembre, firmando un patto con i sindacati attraverso il quale è stata esplicitata la riassunzione di 30 lavoratori. La promessa è stata mantenuta, dal momento che proprio nel mese appena trascorso sono ripartiti tutti e tre gli stabilimenti ex Barbero di Alba, Garessio e Candelo.

«Le perplessità restano», spiega Antonio Bastardi della Cisl, presente a tutti i tavoli di contrattazione con l’azienda. «Durante il nostro ultimo incontro, il presidente della Unibread Armando Tedesco ha illustrato le difficoltà nell’ottenere commesse da parte della grande distribuzione in assenza di certezze a lungo termine».

Intanto, l’asta definitiva per l’acquisto finale della Barbero è fissata a cavallo tra novembre e dicembre e la Unibread avrà il diritto di prelazione. Le porte però rimangono aperte: la Barbero verrà aggiudicata a chi farà l’offerta migliore. La Unibread sta peraltro lavorando secondo quanto stabilito durante la prima asta: «L’intenzione è di riassumere entro gennaio tutti gli operai», dichiara a Gazzetta Armando Tedesco.

ma.bo.

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