Il tessile riparte l’edilizia pure

INTERVISTA Parliamo con il sindaco Maurizio Marello. Il primo cittadino di Alba, nel pieno della Fiera del tartufo – che annuncia buoni numeri –, recita dati inattesi rispetto al panorama di crisi. Un nuovo ottimismo sembra coinvolgere la politica, che assiste ai primi segnali di ripresa del territorio (vedi anche l’altro articolo di questa pagina).

 Secondo Unioncamere, l’export per alcuni settori (a iniziare dal vino) risulta in incremento. Come vede la situazione, Marello?

«Il clima è ancora teso, con troppi lavoratori in cassa integrazione, precari, disoccupati. Eppure, qualcosa sembra muoversi. In seguito a un colloquio con i vertici della Miroglio, ho appreso che il tessile pare cominciare a rimettersi in moto, con commissioni in crescita nello stabilimento di Govone. Anche il comparto alimentare, Ferrero in testa, risulta in ascesa. Per non parlare del fronte edilizio».

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 L’edilizia in ripresa?

«Secondo i dati elaborati dal Comune la scorsa settimana, sono in incremento gli oneri di urbanizzazione, ovvero gli incassi derivanti dal rilascio di permessi di costruzione, ristrutturazione, avvio di attività. In tutto, nei primi dieci mesi del 2013, 762 pratiche edilizie sono state approvate dagli uffici, circa due al giorno. Se al 31 dicembre 2012 la città incassava circa un milione e 200 mila euro, al 15 ottobre 2013 gli introiti derivanti dagli oneri di urbanizzazione ammontano già a un milione e 100 mila euro. Significa che, prima di fine anno, il totale risulterà maggiore rispetto al 2012. Si tratta di un dato importante, per la prima volta in quattro anni di segno positivo. Siamo dunque di fronte a un indizio di dinamismo, disponibilità di investimento e coraggio da parte degli albesi. Anche gli introiti derivanti dalla monetizzazione dei parcheggi risultano in incremento rispetto al 2012, con un incasso al 31 agosto pari a 194 mila euro».

 Come si possono leggere queste tendenze al positivo?

«Credo che le variabili psicologiche giochino un ruolo importante. Gli albesi sono piemontesi e non hanno mai perso tempo ad autocommiserarsi, piangersi addosso, lamentarsi. Pur accusando la difficoltà della recessione, hanno reagito con grinta, ingegno, sapienza. Hanno saputo investire e crescere nonostante la criticità. Ora, stiamo per raccogliere i frutti».

 Matteo Viberti

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