La maturazione rallenta

VENDEMMIA È cambiata la settimana e qualcosa è cambiato nel clima. La stabilità che aveva caratterizzato il mese di settembre, con l’inizio di ottobre si è tradotta in un cielo grigio che ha portato anche la pioggia. Sia chiaro, per ora niente di problematico, ma è certo che il cielo nuvoloso ha influenzato un po’ l’umore dei viticoltori: da un lato la minaccia di pioggia e, dall’altro, la caduta delle temperature diurne, che hanno ridotto anche l’escursione termina da 10-12 gradi a 2-4.

Tutto ciò ha provocato un parziale rallentamento del processo di maturazione, soprattutto per gli accumuli zuccherini che sono rimasti quasi inalterati.

Di buono c’è stato un ulteriore abbassamento dell’acidità e un leggero incremento del ph, il che si traduce in un rapporto tra zuccheri e acidi che va verso l’equilibrio, anche se spesso il punto ottimale non è ancora stato raggiunto.

In questa fase, le attenzioni maggiori sono andate alle uve Pelaverga per la Doc “Verduno.” In altre zone si è lavorato alle ultime uve Dolcetto e le aziende più grandi anche al completamento della raccolta degli Arneis. Ma c’è anche chi ha già raccolto delle Barbere.

Vittore Alessandria
Vittore Alessandria

 

Relativamente al Pelaverga abbiamo sentito Vittore Alessandria, piccolo produttore dell’azienda Fratelli Alessandria, di Verduno. Da lui arriva la conferma di uve con buona maturazione: «Se negli ultimi giorni di settembre le uve Pelaverga erano ancora piuttosto disomogenee, nella prima settimana di ottobre i processi evolutivi si sono accelerati e così, nel giro di pochi giorni, la vendemmia si è conclusa in modo positivo. Le gradazioni sono buone, senza le punte degli anni scorsi, ma questo non è un problema: anzi ci darà vini più fragranti e armonici».

Per quanto riguarda la quantità di produzione, c’è un incremento rispetto al 2012, ma senza esagerazioni. L’andamento climatico primaverile piuttosto piovoso e le conseguenti fitopatie (in particolare la peronospora) hanno determinato un “diradamento naturale”, che ha contenuto la quantità.

Questa doveva essere l’annata nella quale si sarebbe raccolto il Nebbiolo prima della Barbera. Invece, si sono già verificate situazioni opposte. Non perché i produttori siano dei “bastian contrari”, ma perché stavolta, più di altre annate, ha… comandato la vigna. Abbiamo verificato di persona due casi, ma ce ne sono stati altri. Questi due sono sulle coste del Barbaresco, a San Rocco Seno d’Elvio e in zona Roncaglia di Barbaresco.

Franco Allario
Franco Allario

 

Per il primo caso, Franco Allario, dell’azienda agricola Piazzo, è esplicito: «La posizione della vigna è tra le migliori, un sud-ovest di quelli che valgono. Il nostro costante monitoraggio ci aveva già messo in allerta. Poi, nei giorni scorsi, abbiamo capito che le uve stavano arrivando alla giusta maturazione. Abbiamo raccolto e siamo contenti dei risultati. Era inutile aspettare. E poi, l’arrivo di una pioggia non avrebbe portato nulla di buono».

Sulla stessa lunghezza d’onda è Tino Colla dei Poderi Colla: «Quest’anno, la vigna sta facendo davvero la differenza. Così è stato per il nostro vigneto di Barbera in località Roncaglia. Da tempo seguiamo con attenzione le indicazioni del servizio di controllo della maturazione condotto da Enocontrol insieme agli altri vari organismi, ma poi abbiamo calato quei dati generali nel nostro contesto e abbiamo constatato che era giunta l’ora di vendemmiare. I risultati, anche analitici, ci hanno dato ragione».

Tino Colla
Tino Colla

 

Si prepara un’altra settimana di attesa per le vigne di Langa e Roero: in fondo si intravede la vendemmia dei Nebbioli. Buona fortuna a tutti!

 Giancarlo Montaldo

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