La Tares sarà approvata solo nel prossimo Consiglio

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CHERASCO Il Comune istituirà solo nel prossimo Consiglio comunale la famigerata Tares, la nuova tassa rifiuti che quest’anno sostituirà la Tarsu. Il sindaco Claudio Bogetti: «I Comuni devono fare gli esattori dello Stato, penso che sia vergognoso. L’esempio sono l’Imu e la Tares: non abbiamo ancora applicato quest’ultima perché speravamo in una notizia positiva che i trenta centesimi a metro quadrato non dovessimo applicarli. In questi giorni stiamo lavorando per rendere più indolore possibile questa tassa, ma dobbiamo rispondere a una legge nazionale».

La verifica dell’equilibrio di bilancio si rivela utile per aggiornare sulla difficoltosa situazione in cui versano i Comuni. L’assessore Massimo Rosso: «La ricognizione è difficile in quanto l’84% circa delle nostre entrate correnti sono di natura tributaria. Il nostro sistema tributario locale sta attraversando un grosso travaglio, tant’è che il termine per l’approvazione del bilancio di previsione per il corrente anno è stato prorogato dallo Stato al prossimo 30 novembre».

L’eliminazione della prima rata dell’Imu sulla prima casa e i terreni comporta un minore introito di circa un milione di euro: «Ad oggi non è stato ancora previsto quanto e in che modo ci verrà rimborsato questo mancato importo. Lo stesso problema si profila per la seconda rata».

Addirittura il contributo statale derivante dal vecchio fondo sperimentale di riequilibrio è ampiamente superiore a quanto previsto, ma non è dato di sapere se sia giusto, tutto è affidato alle stime del Ministero delle finanze. Il gettito dell’addizionale Irpef è stato invece calcolato sulle proiezioni del reddito accertato 2010.

All’astensione di Insieme per Cherasco si aggiunge il voto contrario al provvedimento del consigliere di Cittadini per Cherasco Elio Cagnassi: «In questo momento in cui l’economia è difficile direi di fare più attenzione alle spese dei cittadini, in modo da non doverli colpire con altri aggravi».

Ben vengano quindi i tentativi di monetizzare alcune proprietà comunali sottoutilizzate e che richiederebbero altro denaro per la loro manutenzione. È il caso delle ex scuole di frazione San Giovanni che hanno svolto la loro funzione sino agli anni Novanta. «Attualmente questo fabbricato è abitato da una famiglia che aveva perso l’abitazione», spiega il sindaco, «e vista l’emergenza si era destinato un alloggio, ma l’assegnazione terminerà a fine novembre. Per l’emergenza abitativa disponiamo dell’ex scuola di frazione Cappellazzo».

La stima dell’Ufficio tecnico comunale è di 250 mila euro per l’edificio e 40 mila il terreno annesso. I consiglieri hanno approvato con voto unanime l’alienazione e la relativa asta pubblica: l’eventuale incasso sarà vincolato alla socio-assistenza.

 Cristiano Lanzardo

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