Sono 108 i nuovi italiani

CERIMONIA Sono 108 le cittadinanze che il Sindaco della città della Zizzola ha conferito nel corso del 2013 (dato aggiornato al 30 novembre). Di queste ben 39 sono state date a minorenni e due a diciottenni. La cerimonia di conferimento, che è in capo al primo cittadino, avviene nel palazzo comunale solamente al mercoledì mattina.

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Così spiega Bruna Sibille: «Le ultime due cittadinanze che ho conferito erano dirette a un tunisino che ha sposato un’italiana e a un marocchino che abita e lavora a Bra da molti anni. Io mi limito a consegnare materialmente l’atto di cittadinanza alla persona, a nome della Prefettura di Cuneo, in base a una lunga e complessa istruttoria compiuta dal Ministero degli interni in base alla legge Bossi-Fini». La legge italiana vigente (la 91 del 1992) prevede che «gli stranieri nati in Italia, che vi abbiano risieduto legalmente senza interruzioni fino alla maggiore età possono diventare cittadini italiani con semplice dichiarazione di volontà da rendere all’ufficiale di stato civile entro un anno dal compimento della maggiore età». Inoltre ne hanno diritto gli stranieri o apolidi, coniugati con cittadino italiano, che risiedono legalmente in Italia da almeno due anni dalla celebrazione del matrimonio e tutti gli stranieri che risiedono legalmente sul nostro territorio da almeno 10 anni. Continua il sindaco Sibille: «Le cittadinanze che conferisco ogni mercoledì, non sono una mia scelta, anche se io ne sono sempre contenta, perché si tratta di esempi di integrazione riuscita. A conferma di quanto dico, ecco i numeri dei grandi Comuni del cuneese (cittadinanze conferite dai rispettivi sindaci, negli ultimi 11 anni): 618 a Bra, 716 ad Alba, 324 a Fossano, 610 a Mondovì e 805 a Cuneo».

Scorrendo l’elenco dei richiedenti si nota come i più numerosi siano i marocchini (53) seguiti dagli albanesi (26): poi ci sono i tunisini (5), i rumeni (3), i brasiliani (3), gli originari della Repubblica domenicana (4); infine un cinese, un cubano, un polacco, un egiziano, un russo, un camerunese e un ivoriano. Spiegano all’Ufficio anagrafe: «Noi facciamo, grazie alla collaborazione con la Polizia locale, i nostri accertamenti e poi prepariamo le carte. È poi il Sindaco a convocare gli aventi diritto nel suo ufficio per il giuramento di rispetto della nostra Costituzione e per la firma del verbale; i figli minori di uno straniero non devono giurare ma acquisiscono la cittadinanza direttamente per “attestazione” da parte del Sindaco».

Valter Manzone

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