Smog albese sotto osservazione, ma in calo

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AMBIENTE Con il loro diametro di appena dieci millesimi di millimetro appaiono innocue ma invece le polveri sottili, meglio note come Pm10, sono nocive per la salute. Particelle microscopiche prodotte da processi di combustione, usura di pneumatici, freni e asfalto, da incendi boschivi, eruzioni, pollini ed erosione, le Pm10 diventano pericolose quando si liberano nell’aria perché, per via delle dimensioni minime, riescono anche a raggiungere gli alveoli polmonari, causando malattie respiratorie.

alba smog tabella

In Europa, per fronteggiare il particolato, è stato imposto ai Comuni l’obbligo di non superare la concentrazione limite di 50 microgrammi per metro cubo di Pm10 per più di 35 giorni all’anno. Dal 2002, anno in cui l’Arpa ha installato la centralina di monitoraggio nei pressi della caserma dei Carabinieri, Alba non è ancora riuscita a rispettare l’obbligo di legge. E dire che Gazzetta, ben prima del monitoraggio ufficiale aveva scoperto e denunciato la presenza di smog in città, ma era stata tacciata di catastrofismo…

Non si preoccupa troppo l’assessore comunale all’ambiente Massimo Scavino: «Alba ha un’aria salubre, come conferma il valore relativo alla concentrazione annuale media di Pm10, che nel 2013 si è attestata a 31 microgrammi per metro cubo (record positivo dell’ultimo decennio), abbondantemente sotto i 50 microgrammi consentiti dalla normativa».

Inoltre, gli sforamenti giornalieri nel 2013 sono stati – miglior risultato di sempre – 61, in calo rispetto ai 64 del 2010 e ai 90 del 2012. Il dato, seppur positivo, non deve peraltro fare abbassare la guardia. «Le criticità», afferma Scavino, «restano nei mesi freddi (tra gennaio e marzo 2013 le giornate “fuorilegge” sono state 28), ovvero quando la scarsa circolazione dell’aria e le basse temperature imprigionano le polveri nocive nelle parti basse dell’atmosfera».

Per tagliare ancora le particelle inquinanti bisogna partire da qui. Scavino: «Visto che sulle condizioni meteorologiche non si può intervenire, occorre attuare politiche sovracomunali di prevenzione e, a livello locale, ricorrere a buone pratiche che contribuiscono a contenere l’inquinamento, quali la sostituzione di vecchi impianti di riscaldamento, la conversione delle auto a metano o Gpl, l’utilizzo di mezzi di trasporto ecosostenibili, come avviene per il Piedibus. Tutte iniziative inserite nel Piano di azione per l’energia sostenibile che prevede anche l’estensione della rete del teleriscaldamento».

Enrico Fonte

 

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