Scuola: il sabato non s’ha da fare

SCUOLA Le scuole devono riorganizzare il proprio calendario scolastico, concentrando le lezioni su cinque giorni; la scadenza per presentare il nuovo orario alla Provincia è il 31 marzo.

«Manca poco più di un mese e non abbiamo ancora ricevuto i calendari di tutte le scuole, anzi, alcuni istituti hanno presentato nuovamente un orario di sei giorni. La Provincia non è in grado di fornire le risorse per il trasporto pubblico e per il riscaldamento delle aule. È necessario un piano di lavoro comune tra i dirigenti delle scuole superiori: si potrebbe valutare un orario simile, ad esempio, a quello che riguarda i rientri pomeridiani. Si tratta di decisioni che ci permetterebbero di stipulare accordi con Grandabus e di attivare corse in concomitanza con la fine delle lezioni. Le eccezioni di cui si è parlato nelle scorse settimane, secondo cui alcune scuole avrebbero potuto mantenere il sabato attivo, riguardano al massimo quattro istituti nella provincia e verrebbe garantito il riscaldamento ma non il trasporto pubblico. Si tratta in ogni caso di decisioni in cui il ruolo della Regione è fondamentale; considerata la situazione attuale, è difficile fare previsioni»: parole di Licia Viscusi, assessore provinciale all’istruzione.

Il liceo classico internazionale di Alba, in cui più dell’83 per cento degli studenti è contrario alla settimana corta, prosegue la sua battaglia contro la Provincia per salvare il sabato. Il parere di Pier Carlo Rovera, preside del liceo Giuseppe Govone e dell’artistico Pinot Gallizio di Alba, è opposto: «Se ad Alba molti istituti applicano da tempo il sistema della settimana breve, per il triennio del liceo classico internazionale, ma anche per i ragazzi del liceo artistico, si tratta di una soluzione inaccettabile. È difficile comprimere il monte ore settimanale di 36 ore e collocare le lezioni di educazione fisica in cinque giorni; i ragazzi perderebbero inoltre la possibilità di frequentare le attività pomeridiane, e il tempo libero, oggi suddiviso tra studio individuale e impegni sportivi e musicali, sarebbe ridotto drasticamente. La Provincia non può non garantire il riscaldamento, deve accettare l’orario proposto dalle singole scuole, rientra nell’autonomia scolastica di ogni istituto. Al contrario può eliminare i servizi di trasporto pubblico; chiediamo in questo caso il supporto dei genitori che fino a ora hanno appoggiato questa battaglia; in ogni caso non tutte le corse potranno essere eliminate, considerata anche la presenza del mercato ad Alba il sabato».

Manuela Anfosso

Liceo classico Govone Alba - 2

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