Videointervista: il viceministro Enrico Costa sul tribunale di Alba

ALBA Lunedì 17 marzo il viceministro Enrico Costa si è recato in visita ad Alba ospite del primo cittadino Maurizio Marello. Guarda la video intervista.

La presenza sotto le torri del numero due del Dicastero della giustizia non poteva che concentrare l’attenzione su un tema molto caro agli albesi, ovvero il destino del Palazzo di giustizia di piazza Medford, oggi condannato a essere completamente assorbito dal Tribunale di Asti. Abbiamo così chiesto a Costa qualche indicazione circa i programmi del Governo sulla questione.

Onorevole Costa, il Governo Renzi ha intenzione di mettere mano alla tanto contestata riforma della geografia giudiziaria?
«Da tempo opera una Commissione ministeriale per il monitoraggio della riforma delle circoscrizioni giudiziarie che ha il compito di individuare le criticità. Una volta messi in luce i problemi si farà una valutazione in sede politica circa gli interventi da adottare. Comunque, ogni decisione dovrà essere presa solo dopo un’analisi del problema giustizia fatta in termini complessivi».

Tra i punti critici c’è anche il destino del Tribunale di Alba. Cosa si propone di fare in merito?
«In molte occasioni sono state fatte delle affermazioni che hanno molto illuso il territorio. Alle dichiarazioni di tanti politici non sono seguiti i fatti che gli amministratori albesi si aspettavano. Per questo non mi sento di fare anticipazioni sul destino del Tribunale di Alba prima di un confronto con il Ministro, cui spetta decidere per primo in materia, e il Governo nel suo complesso. In ogni caso la mia presenza ad Alba vuole essere un segnale di attenzione verso la questione».

In passato aveva espresso il parere secondo cui sarebbe stato opportuno che tutti gli uffici giudiziari destinati a essere soppressi sopravvivessero quanto meno come Sedi distaccate. È ancora di questa opinione?
«Si tratta di un’idea non solo mia ma condivisa da tutta la Commissione giustizia della Camera, che in passato ha approvato all’unanimità un ordine del giorno in tal senso. Così facendo si sarebbe proceduto in modo più graduale alla riforma della geografia giudiziaria e ciò avrebbe permesso di gestirne meglio l’impatto. Oggi, tuttavia, tornare indietro sull’impianto della riforma non è  possibile; sarebbe come pensare di far rientrare il dentifricio nel tubetto».

Dal canto suo l’Amministrazione albese ha espresso l’intenzione di proseguire nella sua battaglia per la salvaguardia del Tribunale. «Non vogliamo più essere illusi», ha commentato il sindaco Marello, «ma intraprendere con il Ministro e l’onorevole Costa, che ben conosce il territorio, un discorso mirato a ottenere la sopravvivenza del Palazzo di giustizia. L’incontro di oggi è solo il primo passo, cui seguirà venerdì 21 marzo l’incontro a Roma con il ministro Andrea Orlando».

ro.bu.

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