I risultati del sondaggio di Famiglia Cristiana sulla scuola

famiglia-cristiana-sondaggio-scuolaSONDAGGIO FamigliaCristiana.it ha pubblicato i risultati di un sondaggio tra i lettori sulla scuola: l’istituzione tiene ma scricchiola. Il 58% “si fida”, il 92% ha versato contributi “facoltativi”. Cattolici spaccati sull’azione di governo: soddisfatti del piano per l’edilizia scolastica, si dividono sulla capacità del governo di “realizzare riforme decisive”

In occasione dell’incontro di papa Francesco con il mondo della scuola dello scorso 10 maggio, Famiglia Cristiana ha lanciato un sondaggio online tra lettori e navigatori: più della metà di coloro che hanno risposto crede nella scuola. Per il 58%  è ancora un luogo educativo di cui fidarsi e quasi i tre quarti (72,22%) danno una valutazione positiva sul loro “grado di soddisfazione”. Ma scricchiola per un 42%, che si fida “poco – pochissimo” della sua capacità di educare le giovani generazioni.

La fotografia è dunque quella di un’istituzione granitica, un “tempio della conoscenza” (gli alunni sono preparati bene o molto bene secondo il 64,64%) che ha però bisogno di importanti interventi per collegarsi al mondo reale e rinvigorire insegnanti e studenti. Come? Migliorando la formazione degli insegnanti (92,41%), l’orientamento alla scelta scolastica dei corsi superiori/universitari (91,91%) e dando più soldi alle scuole per i servizi di base, spesso carenti (87,92%).

Tuttavia, il secondo intervento richiesto, da ben il 90,67% dei rispondenti, è “garantire la presenza di insegnanti di sostegno in situazioni di bisogni educativi speciali come alunni in situazioni di difficoltà e disabili”: segno evidente che il mondo della scuola è considerato anche palestra di relazioni e solidarietà e non solo luogo di formazione scientifica. “C’è molto lavoro da fare ma le famiglie le credono e le affidano con qualche trepidazione i figli”, commenta Francesco Belletti, direttore del Cisf, il Centro Internazionale Studi Famiglia di Famiglia Cristiana. I giudizi diventano però più severi se andiamo ad analizzare le varie “materie”.

PREPARAZIONE PER IL LAVORO E L’UNIVERSITÀ
Ci sono sicuramente problemi legati alla mancanza di soldi (evidenziato dal 70% dei rispondenti) che appaiono in tutta la loro evidenza da quel 92% che ha dovuto versare “contributi facoltativi” per acquistare servizi e materiali di base ma  altre difficoltà appaiono più profonde e incisive. Come “lo scarso collegamento con il mondo dell’università e del lavoro”, che preoccupa il 79,18%, e “l’inadeguatezza dei programmi e l’arretratezza tecnologica“, segnalata dal 71,37%. “La scuola non è un’assicurazione per il futuro.  Né per quello lavorativo, né per quello fatto di sfide della vita. Da una parte giudicano i contenuti astratti e poco pratici. Dall’altra, avendo presente l’attuale mercato del lavoro, ne percepiscono l’insicurezza”, è il commento di Daniele Checchi, docente di Economia del lavoro presso l’Università Statale di Milano.

INSEGNANTI
La difficoltà di relazione tra allievi e docenti  è uno dei mali della scuola: per il 69% gli insegnanti non ricevono una formazione adeguata alla relazione con gli studenti e infatti  il primo intervento urgente richiesto al Governo è “aumentare la formazione per gli insegnanti” (92,41%). È però riconosciuto in pieno il loro ruolo: il 61,53% ritiene che lo stipendio degli insegnanti sia “troppo basso” e il 78,52%  chiede per loro “incentivi economici in base al merito”.

RAPPORTO FAMIGLIA SCUOLA
Il “disinteresse da parte dei genitori” e “lo scarso coinvolgimento dei genitori da parte della scuola” sono sentiti come “un problema da risolvere” rispettivamente dal 62,7 e dal 46,8% di coloro che hanno risposto. Alla domanda: “I genitori si impegnano a sufficienza nella attività e negli organi decisionali  scolastici?” risponde “pocopochissimo” da circa il 73%.  Forse perché il 57,7% ritiene che i genitori siano già “abbastanza-molto” ascoltati dai referenti scolastici (docenti, preside, organi di istituto). “Quando entrano in gioco alcuni temi fondamentali – spiega Belletti – la vigilanza rimane alta: il 76,14% chiede che le famiglie vengano obbligatoriamente interpellate quando si affrontano temi legati all’affettività e al genere sessuale”.

SCELTE DEL GOVERNO
Per quanto riguarda lo stato fatiscente dell’edilizia scolastica che il Governo sta cercando di fronteggiare  con un apposito decreto il 73,10% è soddisfatto di questa decisionee il 45,41% lo ritengono “il provvedimento più urgente da finanziare” contro il 36% che è di parere opposto. Alla domanda se il governo Renzi riuscirà a realizzare alcune riforme decisive per la scuola italiana i cattolici si spaccano: per il 50,8% poco-pochissimo; per il 49,2% abbastanza-molto.

Il sondaggio completo è disponibile su www.famigliacristiana.it

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