I Paolini tra le Langhe e il Roero

La Fisc ha commemorato don Giacomo Alberione 1

ITINERARI DI FEDE C’è un punto sulla strada che porta da Torino ad Alba, scendendo le curve che accarezzano la collina di Sommariva Perno prima di arrivare ai frutteti di Corneliano, in cui l’asfalto, per un singolare effetto ottico, sembra puntare dritto nel piccolo bosco ancora selvaggio, tra la vigna e il frutteto coltivati. Alla prima curva che svolta in fondo alla discesa l’illusione scompare e ci si trova quasi per magia immersi in un breve sospiro di piana. Alle spalle si lascia la marna incolta, dove ancora affiorano conchiglie fossilizzate dai millenni. E, di nuovo, improvvisa, la rocca riprende e sorprende in un’abbacinante sfilata di vigneti, che veste le colline, divenute sinuose, di filari perfetti. Siamo alle porte di Alba, al margine di quelle terre che l’Unesco ha deciso, proprio nel giorno del solstizio d’estate di quest’anno, come un presagio di pienezza, di inserire nella World heritage list, identificandole e tutelandole come patrimonio dell’umanità.

beato giacomo alberione

Qui, nei luoghi in cui il contadino ha modellato la terra con infinita sapienza, creando il giusto equilibrio tra lavoro, ambiente e paesaggio, si vive immersi in una cartolina preziosa, a fatica salvata dalla cementificazione, che pure ne lambisce la sacralità.
Qui ogni giorno si può leggere come la mano di Dio abbia guidato quella dell’uomo.

E lungo le strade che da questo angolo benedetto di Piemonte corrono verso il Roero e la Langa camminò pure, nella prima metà del Novecento, in tutt’altre condizioni, il beato Giacomo Alberione, l’apostolo della comunicazione, il fondatore della Famiglia Paolina, un secolo di vita nel 2014.

Alberione, nato poco più in là, nella pianura cuneese, a San Lorenzo di Fossano, partì da Alba per iniziare la sua missione – portare il Vangelo a tutti gli uomini con i moderni mezzi di comunicazione – e nell’albese trovò i primi uomini e le prime donne che lo seguirono.
Per questo ad Alba, nell’anno del centenario, ha preso vita un itinerario pensato insieme alla Regione Piemonte (grazie all’impegno dell’ex assessore al turismo Alberto Cirio, oggi europarlamentare) e all’ente turismo Alba, Bra, Langa e Roero. Ne è scaturito un percorso raccolto in un depliant trilingue, che cita in apertura la frase di papa Paolo VI – «Una meraviglia del nostro secolo», riferita al Beato.
Le ultime ore del fondatore dei Paolini, nel 1971, furono infatti confortate dalla visita e dalla benedizione del Pontefice. Paolo VI non nascose mai l’ammirazione e la venerazione per don Alberione, il sacerdote piemontese che papa Giovanni Paolo II innalzò all’onore degli altari nel 2003.

Maria Grazia Olivero

Si può pregare sui luoghi cari al fondatore della San Paolo

Alba è, dunque, il punto di partenza di questo straordinario itinerario di fede, bontà e bellezza – come ha definito la Regione Piemonte il percorso organizzato intorno alle figure carismatiche dei religiosi sabaudi –, perché qui la Famiglia Paolina ha le sue origini, sono nate le prime congregazioni e qui si può pregare sui luoghi cari al beato Alberione. S’inizia dalla cattedrale gotica dedicata a san Lorenzo, dove nella notte del 1900 il Signore rivelò al giovane seminarista Giacomo la sua vocazione: portare la Parola di Dio attraverso la stampa. Percorrendo le stradine d’impronta medievale si arriva poi al Seminario secentesco, uno dei più antichi d’Italia. Nelle sue stanze don Alberione incontrò Francesco Chiesa, suo padre spirituale. Poco più avanti, lungo un intero lato di piazza San Paolo, si trova il grande complesso della Casa madre della Società San Paolo, fatto edificare da Alberione stesso. Nel tempio di San Paolo sono state traslate a maggio di quest’anno le reliquie del beato Timoteo Giaccardo, il primo sacerdote paolino, ordinato nel 1919. Accanto al tempio si può accedere a uno spazio espositivo dedicato alla vita e all’opera del fondatore della Famiglia Paolina. Si prosegue in pieno centro storico, per incontrare la chiesa dei Santi Cosma e Damiano, dove il canonico Francesco Chiesa fu parroco per 33 anni. Nella sacrestia avvenne il primo incontro tra don Alberione e Teresa Merlo, la futura suor Tecla. La chiesa divenne il punto di riferimento per le Figlie di San Paolo, poi trasferite in corso Piave, dove fu edificata la chiesa del Divin Maestro. Infine, il percorso albese sulle strade del carisma paolino tocca il santuario di Nostra Signora della Moretta. Qui il 12 settembre 1913 il vescovo di Alba, monsignor Francesco Re, diede ad Alberione l’incarico di dedicarsi alla stampa diocesana, affidandogli Gazzetta d’Alba e aprendo così la via all’apostolato paolino.

L’itinerario si amplia ad alcuni borghi: Benevello, dove nacque Maggiorino Vigolungo, piccolo apostolo della comunicazione sociale; Montà, paese natale di Francesco Chiesa; Mango, in cui visse Andrea Borello; Castagnito, dove si può visitare la casa di suor Tecla e la chiesa di San Giovanni Battista; Guarene, paese di suor Scolastica, al secolo Orsola Maria Rivata, prima superiora delle Pie Discepole del Divin Maestro; Narzole, in cui vide la luce Timoteo Giaccardo. E, ancora, San Lorenzo di Fossano dove, da Michele Alberione e Teresa Allocco, nacque Giacomo Alberione; infine, il santuario della Madonna dei fiori di Bra, presso il quale mamma Teresa portava a pregare il piccolo Alberione e i suoi fratelli. Per informazioni: ente turismo Alba, Bra, Langhe, Roero; tel. 0173-35.833, info@langheroero.it, www.langheroero.it.

m.g.o.

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