Sanità, l’assessore regionale Saitta: «Dalle opposizioni nessuna proposta di risparmio»

SANITÀ «Una lunga giornata di Consiglio regionale straordinario chiesto dalle opposizioni durante la quale non ho sentito da parte loro nemmeno una sola proposta nel merito per ridurre gli sprechi o ridimensionare i costi della spesa sanitaria del Piemonte, lasciata per anni fuori controllo. Addirittura qualche gruppo ha proposto la costruzione di due nuovi ospedali, uno a metà strada fra Tortona e Novi Ligure, un altro a metà strada fra Verbania e Domodossola, dimostrando di non aver compreso la gravità della situazione in cui oggi versa la sanità e il concreto rischio che si certifichi il fallimento della sanità pubblica. Non possiamo costruire un libro dei sogni!». Questo il commento dell’assessore alla sanità della Regione Piemonte Antonio Saitta al termine della seduta di Consiglio regionale dedicata alla delibera sulla revisione della rete ospedaliera.

«Le opposizioni hanno difeso tutto, anche l’indifendibile, dimostrando di non voler razionalizzare nulla. Veniamo da anni in cui il nostro sistema sanitario ha registrato sprechi per 300 milioni di euro l’anno e un aumento della mobilità passiva fino a 50 milioni di euro e oggi chi ci ha portato al Piano di rientro dal debito minaccia ricorsi al Tar contro i nostri atti che responsabilmente assumiamo per garantire un futuro al sistema sanitario regionale. Alcuni di quelli che parlano di ricorsi, nel maggio scorso avevano approvato come assessori della Giunta Cota una delibera che riduceva i posti letto ospedalieri, ma solo quelli pubblici e li aumentava ai privati», aggiunge Saitta.

«Fino a ieri non c’è stato nessun controllo sulla spesa farmaceutica come sulla diagnostica – conclude Saitta – ora abbiamo riportato il controllo attraverso un’azione puntuale e precisa sull’operato dei direttori delle aziende. Ai nuovi direttori, che nomineremo ad aprile, assegneremo obiettivi specifici e articolati che verranno individuati anche attraverso un confronto con le assemblee dei sindaci».

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