Donne che bevono troppo

abuso alcoolL’INCHIESTA. Dai dati dell’Asl risultano in incremento le donne che abusano dell’alcol.
I dati locali sull’abuso e la dipendenza da alcol rivelano verità preoccupanti sul fronte femminile, una svolta rispetto al passato. I pazienti con problematiche di abuso e di dipendenza da alcol in carico presso il Servizio dipendenze patologiche (Serd) dell’Asl Cn2 di Alba- Bra nel 2014 sono stati in tutto 127, uno ogni tre giorni. L’andamento sembra seguire dinamiche abbastanza omogenee (nel 2013 i pazienti erano 137, qualcuno in più rispetto all’anno appena trascorso). Il dato è in linea con il flusso del Piemonte, che descrive una leggera diminuzione dei casi. Eppure, emerge come un quinto circa della popolazione adulta piemontese presenti abitudini di consumo di alcol a rischio per modalità o quantità di assunzione, un trend forse dovuto anche alla componente “culturale” del fenomeno.

Nell’albese, se suddividiamo per genere il totale dei pazienti in cura nel 2014, si evidenzia come l’abuso di sostanze alcoliche registrato dal Serd abbia interessato 41 donne e 86 maschi. Negli anni passati, le donne sono sempre state un terzo rispetto ai maschi: si tratta di un dato indicativo, preoccupante e da analizzare nelle sue implicazioni statistiche, culturali e filosofiche.

Infine, emerge come l’età media dei pazienti del Serd appartenga alla fascia dei 40-50 anni per le donne e dei 35-55 per i maschi. Come hanno spiegato i professionisti del servizio, il paziente giovane accede alle cure con difficoltà (un solo minorenne e 6 alcolisti con età compresa tra i 19 e 25). Ciò avverrebbe sia a causa del minor grado di compromissione psicofisica (le patologie alcol correlate restano il motivo scatenante della richiesta di cura) che per le modalità di abuso che hanno caratteristiche particolari e spesso associate ad altre sostanze psicoattive. Un dato interessante è rappresentato dai 26 alcolisti stranieri in cura: «Possiamo affermare che quelli provenienti dall’Est sono connotati da una forte abitudine culturale, quelli di origine musulmana trovano nell’uso di alcol una libertà di trasgressione religiosa», ha spiegato la psicologa dell’Asl Cn2 Angela Menga.
 Matteo Viberti

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