La Caritas di Castagnito aiuta 100 famiglie ogni mese

caritas castagnitoCASTAGNITO. 255 persone, ogni settimana, ricevono aiuto da 20 volontari. Una fiumana di persone che, silenziosa, aspetta in coda il proprio turno davanti alla chiesa del Divino amore, a Baraccone di Castagnito. Ad accompagnarla tante storie, storie difficili, spesso cariche di disperazione, ma nella maggior parte dei casi pervase di dignità.
Tra loro è possibile scorgere il volto della donna marocchina abbandonata dal marito, che cerca di allevare nel migliore dei modi i figli ancora troppo piccoli per aiutarla, o il padre di famiglia italiano, rimasto senza lavoro, che sfidando il pudore piemontese del non chiedere mai, fa la coda in attesa del proprio turno.
Sono i nuovi poveri, sempre più italiani, sempre più poveri, che un tempo necessitavano soprattutto di vestiti e oggi sperano di trovare qualcosa da mangiare.

Ad attenderli, un gruppo di volontarie che col sorriso cercano di trasformare la disperazione in speranza.
Questo avviene nel centro Caritas dei paesi della vicaria Valle Tanaro (Govone, Priocca, Magliano Alfieri, Castagnito e Guarene, per un totale di 11 parrocchie) a Baraccone. Qui si assistono 100 nuclei familiari per un totale di 265 persone. 36 famiglie sono di origine marocchina, 21 quelle italiane, purtroppo in forte crescita. La storia del centro castagnitese affonda le radici nel 1996, quando fu istituito a opera di don Renzo Costamagna. Fino al gennaio 2014 quando in esso sono convogliati tutti i vari centri delle 11 parrocchie della vicaria. Oggi i volontari sono una ventina, ma si cercano nuove figure. «Vorremmo che altre persone si avvicinassero alla Caritas, magari pensionati disponibili a dedicare un po’ del loro tempo a chi ha più bisogno o giovani che vogliano provare un’esperienza in grado di arricchire l’anima», commentano i volontari, che spiegano a Gazzetta alcuni aspetti della loro attività: «Negli ultimi tempi è calata la richiesta di vestiario, mentre cresce la domanda di cibo, ogni mese distribuiamo una cinquantina di borse alimentari alle famiglie più bisognose (segnalate dai servizi sociali o che presentano la documentazione sul reddito Isee). Gli alimenti provengono dal Banco alimentare-centro distribuzione di Fossano, dalle offerte raccolte nelle parrocchie, dalla generosità di alcune famiglie – è in aumento la sensibilità – dalle associazioni di volontariato e dai bambini delle scuole che regalano giocattoli».
Il resto lo fa l’8 per mille, perché sono in aumento le richieste di aiuto nei pagamenti dell’affitto, delle bollette dell’energia elettrica, del gas e così via. Invitando chiunque abbia voglia di dare una mano a raggiungerli, i volontari concludono: «Persone che hanno perso tutto arrivano per chiedere un lavoro e una casa. Purtroppo stanno aumentando sempre di più».
 Marcello Pasquero

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