E papa Francesco indice il Giubileo della misericordia

don rizzolo antonio_qAncora una volta papa Francesco ha colto tutti di sorpresa. Venerdì scorso, 13 marzo, nel secondo anniversario della sua elezione, durante l’omelia che ha aperto la celebrazione penitenziale “24 ore per il Signore”, ha infatti annunciato l’intenzione di indire, ufficialmente il 12 aprile, seconda domenica di Pasqua, festa della divina misericordia, un Giubileo straordinario. Un Anno Santo che avrà al centro la misericordia di Dio. La frase biblica di riferimento è tratta dal Vangelo di Luca: «Siate misericordiosi come il Padre» (Lc 6,36).
Molti sono rimasti spiazzati da questa iniziativa del Papa, molti di più esultano perché ancora una volta Francesco ha voluto guidare i fedeli, anzi tutti gli uomini, verso il cuore del cristianesimo: Dio ricco di misericordia. Si può dire che l’attuale papato sia tutto centrato su questo: l’annuncio cristiano di un Dio misericordioso.
Vale però la pena ricordare che cosa significa, cosa comporta la misericordia di cui parla il Papa. C’è un passo iniziale da fare, ha sottolineato Francesco nell’omelia in cui ha annunciato il Giubileo: si tratta di un cammino che inizia con una conversione spirituale, per comprendere che la Chiesa ha la missione di essere testimone della misericordia. Questa conversione spirituale vale per tutti cristiani, missionari del Vangelo dell’amore, ma in primo luogo per chi nella Chiesa ha una responsabilità. Non a caso il Papa cita esplicitamente i confessori, ai quali dice di avere «tanta misericordia». Ma per convertirsi bisogna rientrare in se stessi, abbandonare il cinismo e l’indifferenza che troppo spesso ci fanno guardare al mondo, agli altri, a noi stessi come se nulla potesse davvero cambiare. Dobbiamo avere il coraggio di piangere sui nostri peccati, le nostre inadempienze, il nostro egoismo, e fidarci del Signore, della sua parola, certi che ci accoglierà tra le sue braccia e ci darà la possibilità di ricominciare, di una vita nuova. Nulla è mai perduto, tutto è possibile se ci affidiamo al Dio della misericordia.
«Nessuno può essere escluso dalla misericordia di Dio», ha detto il Papa. «Tutti conoscono la strada per accedervi e la Chiesa è la casa che tutti accoglie e nessuno rifiuta. […] Più è grande il peccato e maggiore dev’essere l’amore che la Chiesa esprime verso coloro che si convertono». Conversione, fiducia, misericordia: tre motivi di speranza per ciascuno di noi, per la società in cui viviamo, per il mondo migliore che tutti siamo chiamati a costruire.

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